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La massoneria italiana a Buenos Aires di Patrizia Salvetti pubblicato su Italia Contemporanea n. 214 , marzo 1999

Il saggio analizza il ruolo che le logge massoniche dipendenti dal Grande Oriente d’Italia svolsero nella "colonia" degli italiani di Buenos Aires a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino agli anni trenta. Viene esaminata la specificità dell’associazionismo massonico all’estero rispetto alle variegate forme dell’associazionismo italiano nelle colonie di emigrati e la presenza quantitativa e qualitativa dei massoni italiani nella comunità. In particolare vengono analizzati gli obiettivi della capillare partecipazione, in ruoli generalmente direttivi, dei massoni nelle associazioni, nei giornali e nella vita della "colonia" in generale; i rapporti con il Grande Oriente d’Italia e con la massoneria argentina e la collocazione sociale, economica e politica dei massoni. L’ipotesi da cui si è partiti è che la massoneria italiana a Buenos Aires abbia in buona misura controllato e condizionato la vita della "colonia", almeno fino al primo decennio del Novecento, attraverso una sua presenza organizzata nelle associazioni e nella stampa. Dalle fonti analizzate tale influenza esce confermata: i motivi vanno ricercati principalmente nelle caratteristiche dell’emigrazione italiana di Buenos Aires e nel ruolo di élite politico-intellettuale che la massoneria italiana vi svolse. La presenza dei singoli massoni nei numerosissimi sodalizi e nei numerosissimi periodici italiani, ma soprattutto nel quotidiano italiano più diffuso della città, "La Patria degli italiani", non risulta frutto di scelte individuali. Dalle fonti emerge infatti l’esistenza di un progetto politico e pedagogico della massoneria italiana della città, contraddistinto dall’ambizione di "esportare" le idee universali della massoneria (laicità, anticlericalismo, positivismo, liberalismo) più o meno radicaleggianti, nel mondo "profano" all’esterno delle chiuse logge. Il "periodo d’oro" della massoneria italiana agli inizi del Novecento cominciò a tramontare; in seguito, l’avvento del fascismo e l’eliminazione della massoneria in Italia portarono a un ulteriore ridimensionamento della massoneria italiana di Buenos Aires. Il Grande Oriente d’Italia si trasferì in esilio in Francia e la massoneria italiana della capitale argentina perse gradualmente molta della sua identità. Tuttavia, la difficoltà del regime fascista a fare breccia nella "colonia" con i suoi nuovi valori, dimostra quanto fossero duri a morire i contenuti libertari e democratici che erano penetrati nell’associazionismo italiano di Buenos Aires, anche grazie alla massoneria italiana della città.


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