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    IL «NOSTRO» CENTRO RACCOLTA PROFUGHI

    ALTAMURA (BA)
    lunedì 02 dicembre 2019, ore 10:00

      il-nostro-centro-raccolta-profughiIn terra di Bari i Centri di Raccolta Profughi (CRP), tra il 1945 e il 1962, erano otto e furono gestiti in modo ipercentralistico dal Ministero degli Interni; 5 erano  collocati a Bari presso l’Arcivescovado,  Santa Chiara,  Positano, Fesca e Le Baracche di via Napoli  e 3 in provincia: uno ad Altamura, uno a  Santeramo in Colle e uno a Barletta.  In particolare il CRP di Altamura era un campo di “seconda vita”: prima di accogliere gli esuli era stato Campo di prigionia n°65, poi Campo di Istruzione n.2. Era situato a 5,6 km dal centro città, sulla Strada Statale 96. Al momento della consegna al Ministero dell’Interno, nel gennaio del 1951, l'area destinata al CRP presentava una rete stradale inadeguata, 60 capannoni, 22 manufatti in muratura, un avancampo e una palazzina di comando, rete idrica, impianto elettrico e sistema fognario funzionante. Per tutto il 1951, nel Centro si svilupparono nuove attività: spacci, una cartoleria, un’osteria ed un panificio gestite spesso dagli ospiti del Centro. Le prime normative per l’organizzazione del Centro si hanno nel ’54, anche se traccia di una vera e propria disciplina si ha solo nel ’56, con la determinazione di orari ben precisi per i servizi sanitari e l’utilizzo delle docce. per gli uffici e per la mensa. Il campo era gestito da un direttore coadiuvato da una segreteria e da un economo. La gestione finanziaria era affidata alla Banca Agricola Commerciale di Altamura e dal ’56 di competenza dell’ECA. Nel Centro Profughi di Altamura le attività legate all'istruzione erano piuttosto curate, vi era, infatti, anche una scuola elementare. Nel 1951 il Centro poteva ospitare 500 rifugiati. Per tutto il 1959 la maggioranza degli ospiti era slava, nel 1960 numerosi furono gli scaglioni di profughi dalla Tunisia seguiti dai rimpatriati da Asmara, già sbarcati nel porto di Bari.  La vita degli esuli era difficile, soffrivano di gravi restrizioni economiche e sanitarie, quasi sempre mancanza totale di intimità nella vita familiare, discriminazione e privazione di diritti sociali e umani in ambienti dove le condizioni igienico-sanitarie erano precarie a causa di una delle caratteristiche principali dei centri raccolta: il sovraffollamento. Nel luogo dov'era collocato il CRP di Altamura, ancora oggi è presente qualche manufatto in muratura e affreschi di possibile interesse storico. Il campo è stato dichiarato “bene di interesse culturale particolarmente importante” dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Partendo da questa storia locale e grazie ai finanziamenti del  Programma Operativo Nazionale Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento 2014-2020 asse I – istruzione – fondo sociale europeo (FSE), obiettivo specifico 10.2 – azione 10.02.5 -“potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico”, è stato possibile progettare e realizzare il progetto "Il nostro CRP".  Il Progetto ha previsto la costituzione di una rete interistituzionale tra 3 istituti scolastici di Altamura: Istituto Tecnico Economico Statale “Francesco Maria Genco” (scuola capofila), Scuola Superiore di I grado “Saverio Mercadante” e Istituto Comprensivo "S. Giovanni Bosco – Tommaso Fiore", l'Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC) di Bari e il Comune di Altamura. Il progetto ha mirato a recuperare la memoria degli avvenimenti legati al Centro Raccolta Profughi  di Altamura, inserendola nella sua dimensione spazio-temporale attraverso la conoscenza del suo territorio e  l’approfondimento delle vicende storiche relative all'esodo giuliano dalmata nel Secondo dopoguerra; a realizzare mostre storico-didattiche; a proporre il sito come “luogo della memoria” attraverso diverse ipotesi progettuali di recupero, ipotesi di scenari immaginari, reinterpretazione di alcuni elementi fisici presenti nel Campo, realizzazione di ipotesi di piani di spesa e business plan. Il progetto si è avvalso della consulenza storico-didattica dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea.  Il percorso didattico ha previsto visite sul luogo dove era sito il Campo di proprietà del Comune di Altamura, che ha fornito costante supporto alla progettualità. Si è sviluppato in 10 moduli da 30 ore ed ha coinvolto 270 destinatari, dei tre ordini di scuola. 5 moduli destinati alla Scuola Superiore di II grado, 3 alla Scuola Superiore di I grado, 2 alla scuola primaria. Nello specifico i moduli realizzati sono stati: Conosciamo il campo profughi (rivolto agli alunni della Scuola Superiore di II grado) volto ad approfondire la storia del Centro Raccolta Profughi di Altamura. Il modulo ha riguardato la conoscenza e la contestualizzazione della storia, delle vicende relative al Campo Profughi di Altamura e al tema dell’accoglienza in Puglia nel Secondo dopoguerra attraverso una didattica laboratoriale e allo studio delle fonti dirette ed indirette sull’argomento. Alla scoperta dell’Alta Murgia (rivolto agli alunni della scuola primaria) volto a contestualizzare gli avvenimenti storici relativi alle vicende del Campo Profughi approfondendo le caratteristiche del territorio in cui è sito: l’Alta Murgia e il suo paesaggio agrario, gli aspetti antropologici ed etnologici, recuperandone anche la dimensione letteraria La Murgia ospita l’ex C.R.P. (rivolto agli alunni della scuola primaria) ha previsto la conoscenza del territorio e della cultura popolare dell’Alta Murgia attraverso la lettura di documenti e testimonianze, l’ascolto di testi musicali sulla cultura popolare conducendo gli alunni ad acquisire piena consapevolezza del ruolo fondamentale dell’uomo nella difesa dell’ambiente, partendo dalla conoscenza del territorio murgiano e delle problematiche connesse ad un suo uso non sostenibile. Ri-vivere la storia 1 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di I grado) ha riguardato la proposta di idee personali di riqualificazione del sito e della sua trasformazione in “luogo della memoria”, ipotesi di scenari immaginari, reinterpretazione di alcuni elementi fisici presenti nel Campo; sviluppo di progetti globali o mirati secondo metodi e tecniche diverse attraverso diversi linguaggi come il pittorico, il digitale, il tecnico. Ri-vivere la storia 2 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di II grado) ha sviluppato proposte di idee personali di riqualificazione del sito e della sua trasformazione in “luogo della memoria”, ipotesi di scenari immaginari, reinterpretazione di alcuni elementi fisici presenti nel Campo, realizzazione di ipotesi di piani di spesa; Un’impresa giovanile per il C.R.P 1 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di II grado), ha riguardato la proposta di idee personali di riqualificazione del sito e la sua fruizione sostenibile; la realizzazione di plastici architettonici; la simulazione di gestione del sito; la stesura di business plan; Un’impresa giovanile per il C.R.P 2 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di II grado), ha riguardato la proposta di idee personali di riqualificazione del sito e la sua fruizione sostenibile; la realizzazione di plastici architettonici; la simulazione di gestione del sito; la stesura di business plan; Il Campo Profughi in mostra. 1 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di I grado) ha realizzato di testi e loro traduzione in più lingue in base anche alla provenienza di studenti stranieri partecipanti al progetto per la realizzazione di eventuali pannelli informativi, raccolta e selezione del materiale illustrativo e di approfondimento per l’eventuale realizzazione di pannelli informativi. Il Campo Profughi in mostra. 2 (rivolto agli alunni della scuola secondaria di II grado) ha realizzato di testi e loro traduzione in più lingue in base anche alla provenienza di studenti stranieri partecipanti al progetto per la realizzazione di eventuali pannelli informativi, raccolta e selezione del materiale illustrativo e di approfondimento per l’eventuale realizzazione di pannelli informativi. Conoscere fotografando (rivolto agli alunni della scuola secondaria di I grado) ha realizzato di un reportage fotografico sui luoghi della memoria e i campi profughi in Provincia di Bari.

    Lunedì 2 dicembre 2019, alle ore 15.00 alle 17.30 si è tenuto l’evento  conclusivo del Progetto «Il “Nostro” Centro Raccolta Profughi». Durante l’incontro, dopo i saluti della Sindaca di Altamura, Avv.to Rosa Melodia e dei Dirigenti Scolastici, prof.ssa Rachele Cristina Indrio, Dirigente Scolastico dell’ITES «F. M. Genco», prof.ssa Anna Marilena Massa, Dirigente scolastico del Scuola superiore di I grado «S. Mercadante», prof.ssa Eufemia Patella, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo «S. G. Bosco – T. Fiore», è intervenuto il prof. Vito Antonio Leuzzi, Direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC) di Bari sul tema la situazione dei profughi e dei rifugiati in Terra di Bari nel Secondo Dopoguerra. I corsisti e i docenti referenti Esperti e Tutor hanno invece presentato i contenuti e le attività precipue di ciascuno dei dieci moduli di cui è composto il progetto. Il coordimamento dell'attività è stato affidato alla prof.ssa Anna Gervasio, docente dell’ITES “F. M. Genco”.

     

    Tipologia: Convegno. Educazione alla cittadinanza. Eventi e News. Formazione. Giornata di studio. Istituti associati. Progetto.

    Notizia inserita da: Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea

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