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Democrazia corporativa. La proposta di Costantino Mortati in Assemblea costituente di Fabrizio Astolfi pubblicato su Italia Contemporanea n. 239-240 , giugno-settembre 2005

Il saggio si occupa di una proposta avanzata in Assemblea costituente da un deputato democristiano, il costituzionalista Costantino Mortati. La parte introduttiva del saggio analizza rapidamente le origini della proposta corporativa che, benché diffusa presso diversi settori dello schieramento politico, trovò la sua più organica sistemazione, nel primo ventennio del Novecento, a cura del cattolicesimo politico. Il centro del lavoro è nell’analisi del dibattito che si sviluppa attorno al progetto mortatiano di inserire, nella seconda Camera, la rappresentanza di gruppi di interesse, professionali, burocratici, sindacali. Verificheremo i presupposti teorici della proposta e il modello politico che ne segna gli obiettivi. Il modello di ordinamento del Senato suggerito da Mortati verrà approvato in Commissione, con l’astensione della sinistra social-comunista. Sarà però la stessa Democrazia cristiana a condannarne la ratifica definitiva isolando il proprio esponente e quanti, con lui, caldeggiavano la proposta corporativa. La nostra analisi tenta, attraverso la ricostruzione delle differenti fasi della discussione, di chiarire i motivi che portano la Dc ad abbandonare quello che pure era stato un elemento tradizionale del programma politico cattolico. Sarà messa in luce la qualità politica strutturale di questa scelta: essa non fu motivata tanto dalla volontà di conservare lo spirito unitario che animava i dibattiti costituenti (unità messa in discussione dalla scelta della sinistra, che non vota su un argomento fondamentale come il sistema di rappresentanza); vi si può cogliere, piuttosto, un aspetto particolare della più complessiva maturazione di un nuovo progetto politico, che si dota di un modello di governo più elastico rispetto a quello tradizionale, per il quale il corporativismo non è più un elemento qualificante.


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