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L’8 settembre in "periferia" Il caso di Potenza e del Comando della 7a armata di Mario De Prospo pubblicato su Italia Contemporanea n. 271 , giugno 2013

Obiettivo del saggio è fornire elementi di analisi e comprensione della tragedia dell’8 settembre del 1943, prendendo in esame una vicenda avvenuta nella città di Potenza. Il capoluogo lucano al momento dell’armistizio è sede del Comando della 7a armata del Regio esercito, responsabile di tutti i reparti presenti in Italia meridionale, l’area della penisola in quel momento attraversata dalla linea del fronte. Il comandante dell’armata fugge in Puglia poche ore dopo l’annuncio della resa. Chi rimane in Basilicata ha l’onere di salvaguardare l’organizzazione del reparto e le comunicazioni con le unità presenti in Calabria e Campania. Il destino dei soldati - senza alcuna possibilità di movimento o di ricevere rinforzi, tra aggressivi tedeschi in ritirata e con l’aviazione alleata che bombarda la zona - è segnato. In questa convulsa situazione emerge la figura del colonnello Giovanni Faccin, il militare più alto in grado rimasto presso il Comando: egli, resosi conto di non essere in condizione di compiere fino in fondo i suoi doveri di militare e di fronte a eventi su cui non riesce ad avere più alcun controllo, il 13 settembre decide di togliersi la vita.

L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - L’8 settembre in "periferia" Il caso di Potenza e del Comando della 7a armata


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