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Abstracts della rivista

Abstract del numero 220-221, settembre-dicembre 2000
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  • Patrizia Gabrielli Programmi, passioni, ritratti singoli e di gruppo. Il movimento politico delle donne negli studi di Annarita Buttafuoco pubblicato sul numero 220-221 di Italia contemporanea, settembre-dicembre 2000 Abstract: L’articolo propone alcune possibili chiavi di lettura dell’itinerario intellettuale di Annarita Buttafuoco, storica del movimento politico delle donne, prematuramente scomparsa il 26 maggio del 1999. La sua ricca e ampia produzione scientifica abbraccia oltre due secoli di storia, dall’eco della rivoluzione francese in Italia e la costituzione delle repubbliche giacobine, alle lotte per il suffragio e l’emancipazione delle donne in età liberale, fino al secondo dopoguerra con la conquista del diritto di voto e la fondazione della Repubblica. Gabrielli ripercorre i diversi passaggi e sottolinea le innovazioni metodologiche di un lungo e fitto itinerario di ricerca che ha origine intorno alla metà degli anni settanta, con i primi saggi di critica storiografica pubblicati dalla rivista "DWF donna woman femme", di cui Buttafuoco è stata cofondatrice, inserendolo nel più ampio dibattito che investe la storia delle donne e quella politica. La centralità dei soggetti nella storia, lo studio del movimento delle donne nelle sue espressioni politiche e sociali, il rapporto con le istituzioni e con le pratiche della cittadinanza sono le tre principali chiavi di lettura proposte dall’autrice che pone in rilievo nuove categorie di indagine, periodizzazioni e il ricorso a una ampia gamma di fonti documentarie, che hanno aperto scenari inediti sulla storia dei movimenti per l’emancipazione in Italia e indicano, nel contempo, altri possibili territori di indagine. Il "mestiere di storica" non è disgiunto, nella biografia di Annarita Buttafuoco, da un costante impegno di organizzatrice culturale volto al potenziamento dei luoghi di produzione scientifica e politica delle donne, così come determinato è stato il suo intervento in favore di una didattica della Storia rinnovata sia nelle università sia in altri ambiti, come testimonia la Scuola estiva di storia e culture delle donne di cui è stata la principale promotrice e che, dall’agosto del 1999, porta il suo nome.


  • Giovanni Mari Il Fascio e la contesa politica nella colonia italiana di Ginevra 1923-1930 pubblicato sul numero 220-221 di Italia contemporanea, settembre-dicembre 2000 Abstract: Così come successe dovunque fossero presenti italiani espatriati, anche a Ginevra nel corso degli anni venti la locale colonia fu il terreno su cui fascisti e antifascisti combatterono un’aspra battaglia che aveva come principale posta in gioco il controllo della stessa colonia. I Fasci all’estero, fondati a partire dal 1921 in tutte le parti del mondo interessate dal fenomeno migratorio, furono lo strumento principale adottato dal regime per combattere questo conflitto e per propagandare la sua immagine, anche tramite il controllo della fitta rete di società culturali, ricreative e di mutuo soccorso creata dagli emigrati. Diversamente da quanto avvenne in quasi tutte le altre colonie, a Ginevra questo conflitto ebbe come esito un insuccesso del Fascio. Questo saggio, basato anche su numerosi documenti inediti, ricostruisce le dinamiche della vicenda: la fondazione del Fascio nel 1923, lo scontro aperto che esso ebbe con gli antifascisti, la sua sconfitta. L’isolamento in cui, in seguito a ciò, il Fascio di Ginevra si venne a trovare, fu rotto solo grazie a una trasformazione che, a partire dalla fine degli anni venti e poi in maniera compiuta nel decennio successivo, investì tutto il movimento dei Fasci all’estero. Essi infatti cambiarono drasticamente le loro funzioni, limitandosi sempre più a promuovere attività di carattere assistenziale: in questo modo anche il Fascio ginevrino riuscì a legare a sé moltissimi emigrati, perdendo tuttavia sempre più nel contempo le sue originarie connotazioni e ambizioni politiche.

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