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Abstracts della rivista

Abstract del numero 259, giugno 2010
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  • Mattia Granata Roberto Tremelloni. La politica dei 'tecnici' per la ricostruzione dell'Italia liberata pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: Le vicende che segnarono l’avvio della fase di ricostruzione nel Settentrione del paese, all’indomani della liberazione, ebbero in Roberto Tremelloni un protagonista al vertice della più importante istituzione pubblica operante in ambito economico, il Consiglio industriale dell’Alta Italia (Ciai). L’ex ministero fascista della Produzione industriale, con i dipendenti comitati industriali, infatti, oltreché strumento di gestione della difficile fase di trapasso tra il periodo di guerra e il dopoguerra, divenne il fulcro di un nuovo progetto di lungo periodo. Nella visione dei loro sostenitori, i comitati industriali, articolandosi nei diversi settori produttivi, dovevano fungere da luogo di coordinamento nella distribuzione delle scarsissime materie prime in funzione di una ricostruzione coerente con indirizzi politici condivisi e, soprattutto, potevano assumere un ruolo di regolazione dell’economia produttiva in funzione di un progetto di pianificazione coerente con gli indirizzi moderni di politica economica seguiti nei paesi più avanzati. L’epifania di una collaborazione fra l’opera dei ‘tecnici’ e la politica, tuttavia, era destinata a svanire, stretta nella soffocante morsa degli interessi contrastanti.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Roberto Tremelloni. La politica dei ’tecnici’ per la ricostruzione dell’Italia liberata


  • Josep Puigsech Farràs Un caso eccezionale. L'Internazionale comunista e la 'questione spagnola' 1936-1943 pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: La creazione nel luglio del 1936 del Partito socialista unificato della Catalogna (Psuc), frutto dell’unione tra una parte dei socialisti e una parte dei comunisti catalani, trasformò il rapporto dei comunisti spagnoli con la Terza internazionale in un caso unico e anomalo rispetto alla situazione esistente fino a quel momento nel movimento comunista. La presenza, in uno stesso Stato, di due formazioni politiche che si dichiaravano entrambe legittime rappresentanti dell’Internazionale comunista (il Partito comunista di Spagna, Pse, e il partito catalano) metteva in discussione il dogma uno Stato, un partito, stabilito dall’organismo internazionale diretto da Mosca, fin dalla sua fondazione nel 1919. L’ufficializzazione dell’adesione avvenne solo nell’estate del 1939, a guerra civile terminata e con la maggioranza dei dirigenti e dei militanti in esilio. Nel saggio, l’autore ripercorre, sulla scorta di fonti documentarie inedite conservate in archivi spagnoli e russi (RGASPI), l’intero e complicato percorso che vide confrontarsi, in alcuni momenti con estrema asprezza, i due partiti comunisti spagnoli, l’Internazionale con i suoi organi dirigenti e i delegati inviati nella Spagna repubblicana, altri partiti comunisti europei e le due componenti in cui si divise lo stesso partito catalano.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Un caso eccezionale. L’Internazionale comunista e la ’questione spagnola’ 1936-1943


  • Paolo Pelizzari Socialisti e comunisti italiani di fronte alla questione energetico-nucleare 1973-1987 pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: Il saggio si concentra sulle proposte avanzate dai partiti politici e dalle istituzioni repubblicane tra anni settanta e ottanta per sciogliere i problemi riguardanti l’approvvigionamento energetico dell’Italia, con uno sguardo particolarmente attento alla questione nucleare e al potenziale impatto ecologico di quelle proposte. In particolare, sono qui analizzate le posizioni via via assunte dai principali rappresentanti della sinistra socialcomunista italiana (Partito comunista italiano, Partito socialista italiano, Confederazione generale italiana del lavoro, Unione italiana del lavoro) in rapporto all’effetto di rottura di alcuni eventi traumatici (dalla crisi petrolifera del 1973 all’incidente di Chernobyl del 1986) e alle risposte dell’opinione pubblica. I soggetti qui presi in esame si dimostrarono particolarmente attenti al tema energetico, considerando soprattutto le ripercussioni occupazionali delle scelte in tale ambito. Benché al suo interno molte voci si siano schierate a sostegno delle battaglie antinucleariste, il movimento ope- raio, complessivamente inteso, non sembra invece essere riuscito a cogliere le potenzialità dello scontro sul tema ecologico.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Socialisti e comunisti italiani di fronte alla questione energetico-nucleare 1973-1987


  • David Bidussa Scrivere e leggere Carlo Pisacane di Nello Rosselli pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: La biografia di Carlo Pisacane, scritta da Nello Rosselli e pubblicata nel 1932, non è solo un classico, ma è un testo in cui l’uso politico del passato è fondamentale. Un dato che non significa falsificazione o invenzione del passato. In quel testo Rosselli propone un nuovo modo di studiare il Risorgimento e un’interpretazione politica di una delle sue figure più discusse, sia sul piano dell’azione che su quello della riflessione politica. Un’interpretazione che l’antifascismo italiano colse immediatamente alla pubblicazione del volume, e con cui si identificò anche dopo la caduta del fascismo.

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  • Davide Baviello Democrazia e modernizzazione. Ambizioni americane e modelli europei nella distribuzione italiana 1947-1978 pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: Con il piano Marshall e l’avvio dell’integrazione europea, gli Stati Uniti lanciarono un ambizioso progetto egemonico. Fondato sulla modernizzazione economica come strumento per consolidare la democrazia, esso venne tuttavia ostacolato da gran parte degli imprenditori italiani, anche se l’aumento della produttività e la diffusione del benessere avrebbero non solo rafforzato il libero mercato, ma anche eroso le basi sociali del consenso al Partito comunista italiano e al Partito socialista italiano. Questi partiti, che si proponevano di ammodernare la distribuzione commerciale secondo modelli diversi dal supermercato introdotto dagli americani nel 1957, furono accusati di volere la scomparsa del commercio privato, come era già avvenuto in Europa orientale. I comunisti s’impegnarono nello sviluppo delle cooperative e i socialisti, nel primo governo Moro, proposero invano la creazione di una rete di supermercati a gestione pubblica. A conferma della mancata attuazione del progetto di consolidamento democratico attraverso la modernizzazione, dopo il boom economico la democrazia italiana fu sottoposta a serie minacce eversive, mentre la riforma commerciale del 1971, invece d’ispirarsi ai principi liberisti della Comunità europea, continuò a ostacolare la distribuzione moderna.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Democrazia e modernizzazione. Ambizioni americane e modelli europei nella distribuzione italiana 1947-1978


  • Antonio Cicala Sturzo e il movimento cattolico a Messina. L'egemonia clerico-moderata 1890-1926 pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: Il saggio concerne la natura del movimento cattolico a Messina, delle cui componenti - liberali cattolici e intransigenti - vengono ricostruiti gli organigrammi, che evidenziano in particolare la continuità delle presenze degli esponenti clerico-moderati, come nel resto della Sicilia e in tutto il Mezzogiorno. L’autore, in proposito, smonta alcune mistificazioni operate da Angelo Sindoni in un recente saggio su Sturzo e Messina, tendenti ad affermare piena sintonia tra l’‘intransigente’ Sturzo e Giuseppe Fortino, leader del movimento cattolico messinese, protagonista invece di un’amministrazione clerico-moderata. In realtà Sturzo, che nonostante i contrasti politici aveva buoni rapporti con i dirigenti cattolici messinesi, era in sintonia con Attilio Salvatore, dirigente del movimento giovanile, il quale tuttavia, per la giovane età, non aveva peso e rilievo negli equilibri politici cittadini che vedevano l’egemonia clerico-moderata prevalere ancora nelle amministrative dal 1914 al 1919 e condizionare nel primo dopoguerra la vita interna del Partito popolare italiano (Ppi). Ciò determinò la sconfitta della componente democratico-sturziana di Attilio Salvatore e l’affermazione della linea filofascista, attivamente sostenuta dal vescovo Angelo Paino.

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  • M. Elisabetta Tonizzi Gerolamo Gaslini. Affari, politica e filantropia (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori) pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: L’industriale Gerolamo Gaslini (1877-1964), attivo nel campo degli oli vegetali e dell’industria alimentare, ebbe grande successo e solida reputazione imprenditoriale. Nel 1938 costruì a Genova l’Istituto Giannina Gaslini, ospedale pediatrico rinomato a livello internazionale, intitolato alla figlia minore morta prematuramente. Per finanziarlo e gestirlo, nel 1950 donò tutto il suo ingente patrimonio alla Fondazione Gerolamo Gaslini. Quest’ultima ha promosso la ricerca sul suo benefattore, conclusa nel 2006. Senza spiegazioni, la fondazione ha poi rifiutato di pubblicarla. Con tre anni di ritardo, l’autore, Paride Rugafiori, ha deciso, per difendere l’autonomia della ricerca scientifica, di pubblicare il libro, basato su una corposa mole di fonti primarie. Questa documentazione ha permesso di quantificare esattamente l’entità dell’evasione fiscale delle imprese di Gaslini. Al dibattito partecipano tre discussant: due storici, M. Elisabetta Tonizzi e Fabio Levi, e un filosofo, Luca Bagetto, che propongono chiavi di lettura diversificate in base alle loro competenze. Nella sua risposta l’autore, oltre a commentare con precisione i loro rilievi critici, sottolinea l’impianto multidisciplinare del volume.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Gerolamo Gaslini. Affari, politica e filantropia (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori)


  • Fabio Levi Un'esperienza, e una ricerca, di grande spessore (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori) pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: L’industriale Gerolamo Gaslini (1877-1964), attivo nel campo degli oli vegetali e dell’industria alimentare, ebbe grande successo e solida reputazione imprenditoriale. Nel 1938 costruì a Genova l’Istituto Giannina Gaslini, ospedale pediatrico rinomato a livello internazionale, intitolato alla figlia minore morta prematuramente. Per finanziarlo e gestirlo, nel 1950 donò tutto il suo ingente patrimonio alla Fondazione Gerolamo Gaslini. Quest’ultima ha promosso la ricerca sul suo benefattore, conclusa nel 2006. Senza spiegazioni, la fondazione ha poi rifiutato di pubblicarla. Con tre anni di ritardo, l’autore, Paride Rugafiori, ha deciso, per difendere l’autonomia della ricerca scientifica, di pubblicare il libro, basato su una corposa mole di fonti primarie. Questa documentazione ha permesso di quantificare esattamente l’entità dell’evasione fiscale delle imprese di Gaslini. Al dibattito partecipano tre discussant: due storici, M. Elisabetta Tonizzi e Fabio Levi, e un filosofo, Luca Bagetto, che propongono chiavi di lettura diversificate in base alle loro competenze. Nella sua risposta l’autore, oltre a commentare con precisione i loro rilievi critici, sottolinea l’impianto multidisciplinare del volume.

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  • Luca Bagetto Impresa irregolare (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori) pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: L’industriale Gerolamo Gaslini (1877-1964), attivo nel campo degli oli vegetali e dell’industria alimentare, ebbe grande successo e solida reputazione imprenditoriale. Nel 1938 costruì a Genova l’Istituto Giannina Gaslini, ospedale pediatrico rinomato a livello internazionale, intitolato alla figlia minore morta prematuramente. Per finanziarlo e gestirlo, nel 1950 donò tutto il suo ingente patrimonio alla Fondazione Gerolamo Gaslini. Quest’ultima ha promosso la ricerca sul suo benefattore, conclusa nel 2006. Senza spiegazioni, la fondazione ha poi rifiutato di pubblicarla. Con tre anni di ritardo, l’autore, Paride Rugafiori, ha deciso, per difendere l’autonomia della ricerca scientifica, di pubblicare il libro, basato su una corposa mole di fonti primarie. Questa documentazione ha permesso di quantificare esattamente l’entità dell’evasione fiscale delle imprese di Gaslini. Al dibattito partecipano tre discussant: due storici, M. Elisabetta Tonizzi e Fabio Levi, e un filosofo, Luca Bagetto, che propongono chiavi di lettura diversificate in base alle loro competenze. Nella sua risposta l’autore, oltre a commentare con precisione i loro rilievi critici, sottolinea l’impianto multidisciplinare del volume.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Impresa irregolare (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori)


  • Paride Rugafiori Dono, etica, impresa tra fascismo e repubblica (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori) pubblicato sul numero 259 di Italia contemporanea, giugno 2010 Abstract: L’industriale Gerolamo Gaslini (1877-1964), attivo nel campo degli oli vegetali e dell’industria alimentare, ebbe grande successo e solida reputazione imprenditoriale. Nel 1938 costruì a Genova l’Istituto Giannina Gaslini, ospedale pediatrico rinomato a livello internazionale, intitolato alla figlia minore morta prematuramente. Per finanziarlo e gestirlo, nel 1950 donò tutto il suo ingente patrimonio alla Fondazione Gerolamo Gaslini. Quest’ultima ha promosso la ricerca sul suo benefattore, conclusa nel 2006. Senza spiegazioni, la fondazione ha poi rifiutato di pubblicarla. Con tre anni di ritardo, l’autore, Paride Rugafiori, ha deciso, per difendere l’autonomia della ricerca scientifica, di pubblicare il libro, basato su una corposa mole di fonti primarie. Questa documentazione ha permesso di quantificare esattamente l’entità dell’evasione fiscale delle imprese di Gaslini. Al dibattito partecipano tre discussant: due storici, M. Elisabetta Tonizzi e Fabio Levi, e un filosofo, Luca Bagetto, che propongono chiavi di lettura diversificate in base alle loro competenze. Nella sua risposta l’autore, oltre a commentare con precisione i loro rilievi critici, sottolinea l’impianto multidisciplinare del volume.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Dono, etica, impresa tra fascismo e repubblica (Una discussione su un libro controverso: Rockefeller d’Italia di Paride Rugafiori)




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