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Abstracts della rivista

Abstract del numero 271, giugno 2013
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  • Simone Duranti La propaganda antisocietaria fascista attorno alla metà degli anni trenta pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract: Il presente saggio indaga la prassi propagandistica che soggetti e istituzioni (variamente collegate al sistema di potere fascista) hanno dispiegato per delegittimare la Società delle nazioni (Sdn) e le democrazie che tradizionalmente venivano identificate come i suoi principali sostenitori: Francia e Gran Bretagna. Sono stati presi in esame gli anni che, dalla preparazione del conflitto in Africa Orientale, giungono all’abbandono dell’Italia del consesso ginevrino nel dicembre 1937, ma intenzione dell’autore è illustrare quanto la critica nei confronti della Sdn fosse strutturale per il fascismo e quindi non necessariamente da mettere in relazione con la contingenza dello scontro per l’Africa Orientale. Alla politica di continuo svilimento delle istanze e delle procedure ginevrine, messa in atto da Palazzo Chigi per l’intero ventennio, fece eco il lavoro demolitorio a livello propagandistico e culturale di riviste espressione di ambienti differenti, dall’accademia ai circoli nazionalisti, dai Guf al Partito nazionale fascista, fino agli intellettuali legati agli studi di politica estera, alla geopolitica, alla diplomazia e alla storia delle relazioni internazionali.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - La propaganda antisocietaria fascista attorno alla metà degli anni trenta


  • Enrico Acciai Soldati loro malgrado. I volontari delle Brigate internazionali e la disciplina militare pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract: La storiografia sul volontariato antifascista in Spagna durante la guerra civile è stata per decenni influenzata da letture eccessivamente politiche e i suoi protagonisti sono stati inquadrati sotto categorie tanto nette quanto insoddisfacenti. Uno dei temi centrali della memorialistica prodotta dai reduci di Spagna è stato quello delle dure condizioni di vita cui essi furono sottoposti nelle Brigate internazionali. Quest’articolo cerca di far luce sull’origine di queste narrazioni partendo dal presupposto che l’idea che si fosse dinanzi a un corpo particolarmente ‘disciplinato’ dell’Esercito popolare e che questo fosse dovuto esclusivamente a un atteggiamento repressivo dei comandi comunisti sia insufficiente. Nella prima parte del saggio ci si concentra sul tema della disciplina all’interno del complesso delle Brigate internazionali cercando di capire in che misura l’atteggiamento con cui queste furono considerate dai comandi spagnoli dell’Esercito popolare possa aver influito su alcuni episodi d’insubordinazione. La seconda parte entra invece nel merito del caso italiano proponendo una riflessione che parte dalla non concessione di licenze agli italiani, che sarebbe stata causa di non pochi malumori tra i volontari della Brigata Garibaldi.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni - Soldati loro malgrado. I volontari delle Brigate internazionali e la disciplina militare


  • Malte König Censura, controllo e notizie a valanga. La collaborazione tra Italia e Germania nella stampa e nella radio 1940-1941 pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract: Durante tutta la seconda guerra mondiale, la cooperazione all’interno dell’Asse Roma-Berlino risentì di sfiducia e rivalità. Partendo da questo fatto, il saggio analizza se, in che modo e in quale misura i nazionalsocialisti abbiano esercitato un’ingerenza sui media italiani. L’autore dimostra non solo che la collaborazione tra italiani e tedeschi nel settore della propaganda fu soprattutto utilizzata da questi ultimi per esercitare un controllo sulla stampa e la radio fasciste - cosa di per sé non sorprendente -, ma anche che le aspettative tedesche non si realizzarono nel modo sperato. Come sul piano economico e militare, anche nel settore dell’informazione si resero più che evidenti le difficoltà che inevitabilmente sorgevano per la Germania nel rapportarsi con un partner senza dubbio inferiore, ma comunque sovrano: entro certi limiti, la fornitura di notizie rendeva possibile un blando condizionamento, ma le veline difficilmente potevano imporre divieti. A creare i maggiori problemi fu soprattutto la divulgazione da parte dei media italiani, a dispetto degli interventi di Pavolini e dello stesso duce, di segreti militari.

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  • Mario De Prospo L’8 settembre in "periferia" Il caso di Potenza e del Comando della 7a armata pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract: Obiettivo del saggio è fornire elementi di analisi e comprensione della tragedia dell’8 settembre del 1943, prendendo in esame una vicenda avvenuta nella città di Potenza. Il capoluogo lucano al momento dell’armistizio è sede del Comando della 7a armata del Regio esercito, responsabile di tutti i reparti presenti in Italia meridionale, l’area della penisola in quel momento attraversata dalla linea del fronte. Il comandante dell’armata fugge in Puglia poche ore dopo l’annuncio della resa. Chi rimane in Basilicata ha l’onere di salvaguardare l’organizzazione del reparto e le comunicazioni con le unità presenti in Calabria e Campania. Il destino dei soldati - senza alcuna possibilità di movimento o di ricevere rinforzi, tra aggressivi tedeschi in ritirata e con l’aviazione alleata che bombarda la zona - è segnato. In questa convulsa situazione emerge la figura del colonnello Giovanni Faccin, il militare più alto in grado rimasto presso il Comando: egli, resosi conto di non essere in condizione di compiere fino in fondo i suoi doveri di militare e di fronte a eventi su cui non riesce ad avere più alcun controllo, il 13 settembre decide di togliersi la vita.

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  • Maurizio Guerri, Andrea Saba La rete Insmli e le potenzialità del Web semantico per la didattica della storia pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract: Il testo si focalizza sulle questioni affrontate negli interventi al convegno e corso di formazione .stori@. La storia nell’era digitale (Piacenza, 7-9 marzo 2013), rivolto ai docenti di storia di tutte le scuole, organizzato dall’Insmli di Milano e dall’Isrec di Piacenza. Al centro della riflessione il rapporto tra insegnamento della storia e nuove tecnologie, un rapporto estremamente ricco di potenzialità formative ma anche di falsi miti, e quasi sempre di difficile gestione per gli insegnanti a causa della scarsa familiarità del corpo docente con un utilizzo mirato delle nuove tecnologie, oltre che per carenze strutturali delle scuole. Le giornate molto intense e assai partecipate sono state scandite da relazioni di docenti di rilevanza internazionale, incontri di laboratorio attivo diversificati per grado di scuole e momenti di discussione tra i partecipanti.

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  • Flavio Rurale Alessandro Del Puppo, Modernità e nazione. Temi di ideologia visiva nell'arte italiana del primo Novecento pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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  • Antonio Iannello Giovanni Focardi, Magistratura e fascismo. L'amministrazione della giustizia in Veneto: 1920-1945 pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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  • Chiara Fragiacomo Raffaele Mantegazza, Nessuna notte è infinita. Riflessioni e strategie per educare dopo Auschwitz pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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  • Giovanni Scirocco Andrea Mariuzzo, Divergenze parallele. Comunismo e anticomunismo alle origini del linguaggio politico dell'Italia repubblicana (1945-1953) pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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  • Pierangelo Gentile Luciano Monzali - Andrea Ungari, I monarchici e la politica estera italiana nel secondo dopoguerra pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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  • Giuliano Casagrande Germano Nicolini con Massimo Storchi, Noi sognavamo un mondo diverso. Le speranze del comandante Diavolo pubblicato sul numero 271 di Italia contemporanea, giugno 2013 Abstract:

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