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Abstracts della rivista

Abstract del numero 283, aprile 2017
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  • Lucia Ceci I cattolici italiani e la questione nordirlandese dallo scoppio dei Troubles a Bobby Sands: religione, nazionalismo ed esercizio della violenza pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: La militanza dei cattolici tra le fila dell’Ira suscitò nel cattolicesimo italiano prese di posizione che oscillarono dall’aperto sostegno alla condanna e che intersecarono la linea ufficiale del papato. Il tema della liceità del ricorso alla lotta armata in difesa della nazione si intrecciò con la sua giustificazione per combattere il sistema capitalistico. La scelta dello sciopero della fame pose nuove questioni: il digiuno era una forma di suicidio? L’articolo indaga le prese di posizione che tali vicende sollecitarono, con un focus specifico sul nesso cattolicesimo/violenza politica/nazione/azione transnazionale del papato.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – I cattolici italiani e la questione nordirlandese dallo scoppio dei Troubles a Bobby Sands: religione, nazionalismo ed esercizio della violenza


  • Tommaso Caliò I santi della Resistenza. Nascita e sviluppi di una proposta agiografica dal dopoguerra al pontificato Wojtyliano pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: Il testo ripercorre la fortuna di una proposta agiografica, quella dei "martiri cattolici della Resistenza", che, attraverso una rivisitazione del modello del miles Christi proponeva i propri eroi come modelli e testimoni di fede, dialogando al contempo con la coeva epopea resistenziale. La proposta agiografica del "martire partigiano", fatta propria soprattutto dall’Azione Cattolica, fu nel breve periodo effimera e funzionale a rafforzare nell’immediato Dopoguerra le rivendicazioni di un ruolo della Chiesa nell’Italia repubblicana. A partire dai primi anni Ottanta l’avvio dei processi di beatificazione di figure come Teresio Olivelli, Gino Pistoni, Odoardo Focherini, ridanno visibilità a questa categoria di martiri in un periodo segnato da polemiche e dibattiti sull’eredità della Resistenza, sulla liceità della guerra giusta e dell’uso della violenza all’indomani della prima Guerra del Golfo. Riplasmati in modelli di combattenti "disarmati", i "santi partigiani" assumono un ruolo nel dibattito apertosi nel mondo cattolico, indicando nel movimento pacifista e non-violento il vero erede dei valori della Resistenza, contro chi, prospettando una diversa idea dei rapporti tra la Chiesa e il mondo, poneva l’idea di crociata a filo conduttore della storia dell’Occidente.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – I santi della Resistenza. Nascita e sviluppi di una proposta agiografica dal dopoguerra al pontificato Wojtyliano


  • Matteo Caponi I cattolici italiani e la rivoluzione ungherese del 1956: anticomunismo, violenza insurrezionale, martirio pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: Il saggio esamina le ricadute simboliche della rivolta d’Ungheria, focalizzando il rapporto culturale del mondo cattolico con il nodo della violenza insurrezionale. La Chiesa italiana promosse un’imponente mobilitazione liturgica, dai contenuti ierocratici e visceralmente anticomunisti, recependo e rielaborando la linea dell’entourage pontificio. Le retoriche e le immagini utilizzate proposero una chiave di lettura - quella del martirio - fortemente ambigua. La sacralizzazione dei morti di Budapest oscillò infatti tra la legittimazione dei resistenti armati e la celebrazione delle vittime inermi. Pur con alcune significative articolazioni, prevalse il secondo modello. I cattolici italiani contribuirono così a rafforzare nel discorso pubblico il paradigma "post-eroico" del martire, venerato per la sua capacità di soffrire e di sacrificarsi fino alla morte, e non per la sua disponibilità a lottare, se necessario, con la forza. Nondimeno, questa tendenza si espresse spesso tramite il linguaggio, apparentemente discordante, del culto patriottico dei caduti.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – I cattolici italiani e la rivoluzione ungherese del 1956: anticomunismo, violenza insurrezionale, martirio


  • Alessandro Santagata Sulla moralità dei cattolici nella Resistenza: il problema della lotta armata. Nota bibliografica pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: La nota si propone di ricostruire il dibattito che si è sviluppato tra gli storici italiani relativamente al nodo della legittimazione della violenza resistenziale da parte dei cattolici: una questione che ha alle spalle una tradizione di confronto e scontro sul piano politico, ampiamente dibattuta in occasione delle discussioni scaturite dal cinquantennale della Liberazione, e che si lega a quella più generale della partecipazione dei cattolici alla guerra civile. La selezione dei testi si è concentrata sugli studi riguardanti le motivazioni dei "laici armati": dal "momento della scelta" alla messa in pratica della violenza partigiana. Si tratta quindi solamente di un segmento (anche rispetto al tema della moralità) di un mosaico più ampio che negli ultimi decenni si è esteso allo studio delle diverse forme di opposizione al nemico. Nelle conclusioni vengono avanzate alcune ipotesi di ricerca.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Sulla moralità dei cattolici nella Resistenza: il problema della lotta armata. Nota bibliografica


  • Domenicantonio Iannello "Pur serbando regolare condotta". Fonti per una ricerca sulla sorveglianza politica durante il fascismo: il caso di Grosseto pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: L’obiettivo del lavoro è stato quello di fornire un contributo all’analisi storica dei sistemi di controllo sociale durante il fascismo con particolare attenzione agli schedari provinciali relativi alla sorveglianza delle "persone pericolose" ma anche al dissenso sociale. Attraverso un caso di studio relativo ad una provincia della toscana meridionale, Grosseto, ma in constante confronto con le istituzioni centrali del regime è emersa una rete di casellari, registri, rubriche e schedari in cui i fascicoli personali e le schede biografiche superano ampiamente le consistenze e dunque le informazioni relative al maggiore e più conosciuto di tali archivi: il Casellario politico Centrale. Ne scaturisce un quadro più complesso del controllo sulla società - non solo nei confronti dell’opposizione politica e militante al regime - e di una pluralità di attori in esso coinvolti di cui è necessario determinare il funzionamento, misurare l’efficacia, per comprendere i modi e le pratiche con cui durante il fascismo si sorvegliava la popolazione - verso chi e come si esercitava tale controllo - nei diversi contesti territoriali specifici.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – "Pur serbando regolare condotta". Fonti per una ricerca sulla sorveglianza politica durante il fascismo: il caso di Grosseto


  • Michele Sarfatti Un articolo del 1955 su 5.000 ebrei croati "salvatisi per mezzo del ‘canale’ di Fiume diretto da Giovanni Palatucci". Una verifica storiografica e documentaria pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: Questo studio ha per oggetto la verifica di un articolo pubblicato nel 1955 da questa rivista sulla vicenda degli ebrei che nel 1941-1943 cercarono di entrare dalla Croazia nel territorio italiano di Fiume/Rijeka, e sul ruolo svolto al riguardo dal dirigente della locale questura Giovanni Palatucci. L’analisi è attuata sulla base delle fonti documentarie conservate in archivi italiani e stranieri e della storiografia degli ultimi cinquanta anni. La verifica approda al risultato che non vi furono "5.000" ebrei entrati a Fiume dalla Croazia tramite un "canale" coordinato o "diretto" dal capo dell’Ufficio stranieri della questura: quelle affermazioni non sono suffragate da fonti documentarie rintracciabili e sono incompatibili con quanto contenuto nelle fonti documentarie rintracciate. I documenti indagati per questo studio costituiscono uno stimolo concreto per la ricostruzione dell’intera questione dei profughi ebrei della (ex)Jugoslavia che si rifugiarono o tentarono di rifugiarsi in Italia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Un articolo del 1955 su 5.000 ebrei croati "salvatisi per mezzo del ‘canale’ di Fiume diretto da Giovanni Palatucci". Una verifica storiografica e documentaria


  • Federica Addis Spunti tedeschi d’analisi transnazionale sul terrorismo italiano pubblicato sul numero 283 di Italia contemporanea, aprile 2017 Abstract: La storiografia tedesca ha di recente esplorato nuove ed interessanti vie per lo studio del terrorismo e della violenza politica di sinistra degli anni Settanta. Tra le diverse suggestioni emerse, la nota si concentra sull’analisi di un approccio di tipo transnazionale, adottato da Petra Terhoeven nel suo più recente studio del terrorismo tedesco-occidentale. In una breve panoramica iniziale, l’articolo cerca di contestualizzare il lavoro di Terhoeven nel più ampio dibattito tedesco, in cui esso si inserisce coerentemente e di cui rappresenta un esito esemplare. Obiettivo della nota è delineare i numerosi spunti d’analisi che la prospettiva transnazionale, così come essa è stata declinata nel dibattito tedesco, potrebbe portare alla riflessione della storiografia italiana sul fenomeno terroristico del nostro paese.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Spunti tedeschi d’analisi transnazionale sul terrorismo italiano







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