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Abstracts della rivista

Abstract del numero 292, aprile 2020
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  • Giorgio Lucaroni Fascismo e architettura. Considerazioni su genesi, evoluzione e cristallizzazione di un dibattito pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: Fin dagli anni Cinquanta e poi lungo tutta la stagione repubblicana, tanto la storiografia quantol’opinione pubblica italiana si sono interrogate sulla natura e la gestione dell’eredità architettonicadel regime fascista. Spogliate del loro portato politico e poi accolte come parti delpatrimonio nazionale, le tracce del ventennio sono oggi trattate come testimonianze di unpassato che più nulla sembra poter comunicare al tempo presente, immune da fascinazioni rovinosee possibili derive storiche. Stimolato da recenti polemiche e da un crescente interessestoriografico, l’autore intende ridiscutere il peso di queste affermazioni, suggerendo un diversoapproccio alle conclusioni cui sembra esser giunto tale dibattito ed evidenziando quantoesso si fondi su elementi precari e malleabili. Analizzando alcuni case studies e i topoiricorrenti al loro interno, si tenterà, quindi, di far emergere le criticità di un confronto tutt’altroche innocuo e forse sintomatico, invece, di una crisi dei valori e dei paradigmi fondatividell’Italia repubblicana.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Fascismo e architettura. Considerazioni su genesi, evoluzione e cristallizzazione di un dibattito


  • Simon Levis Sullam Federico Chabod e il "consenso" degli intellettuali. Un itinerario tra fascismo e dopoguerra pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: L’articolo ripercorre alcuni principali aspetti dell’itinerario dello storico Federico Chabod trafascismo e dopoguerra. Se nel 1943-45 egli militò nella Resistenza, dai primi anni Trenta finoai primi anni della Seconda guerra mondiale Chabod fu interno alle istituzioni universitarie,scientifiche e culturali del fascismo, in sedi di primaria importanza e in stretti rapporticon Gioacchino Volpe e Giovanni Gentile. Fin dai suoi scritti giovanili su Machiavelli lo storicomostrò la propria apertura verso una soluzione di Stato forte a guida autoritaria e più tardiapprovò la politica estera del regime, cedendo talora alla retorica nazionalista e imperialistadel periodo. Chabod si mostrò inoltre attivo funzionario della burocrazia universitaria eculturale del fascismo mentre, in sede di giudizio storico sul ventennio, riconobbe tra i primil’esistenza di un consenso al regime fascista.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Federico Chabod e il "consenso" degli intellettuali. Un itinerario tra fascismo e dopoguerra


  • Bianca Maria Dematteis Conflitto sociale e legittimazione della repressione nella stampa italiana del secondo dopoguerra. I casi di Portella della Ginestra, Melissa e Modena sui periodici "L’Uomo qualunque" e "Candido" pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: Il saggio ricostruisce le strategie narrative adottate da "L’Uomo qualunque" e "Candido",periodici anticomunisti e anti-antifascisti, nella rappresentazione del conflitto sociale e dellasua repressione nei primi anni del secondo dopoguerra. Sono stati selezionati tre episodi occorsiin Italia tra il 1° maggio 1947 e il gennaio 1950: la strage di Portella della Ginestra delprimo maggio 1947; l’occupazione delle terre e l’uccisione di tre contadini a Melissa, in Calabria,il 29 ottobre 1949 e infine l’uccisione di sei manifestanti a Modena il 9 gennaio 1950in seguito alla repressione delle proteste operaie. Banalizzazione della violenza, despecificazionedel nemico, omissione dei dati materiali delle morti violente, occultamento delle identitàdegli uccisi, criminalizzazione dei comunisti sono le strategie principali attraverso lequali si estrinseca una cultura politica conservatrice, favorevole al contenimento dello scontrosociale attraverso l’annullamento del diritto di sciopero e un rafforzamento in senso autoritariodello Stato.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Conflitto sociale e legittimazione della repressione nella stampa italiana del secondo dopoguerra. I casi di Portella della Ginestra, Melissa e Modena sui periodici "L’Uomo qualunque" e "Candido"


  • Valerio Caruso Progetti di delocalizzazione industriale, strategie economiche e necessità ecologiche. L’area petroli di Napoli est nel secondo Novecento pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: La storia dell’area petroli di Napoli est è intimamente connessa alle dinamiche della produzioneindustriale locale e alle prospettive di riqualificazione del territorio. Le attività diquest’ampia area integrata, dedita sin dagli anni Venti alla raffinazione e alla distribuzionedel petrolio, hanno lungamente sostenuto la produzione secondaria e garantito l’approvvigionamentoenergetico della città di Napoli e del Mezzogiorno. Contestualmente, la presenzadell’area petroli si è rivelata inquinante e limitante per il territorio di Napoli est: l’ultimoquarto del Novecento è attraversato dai continui interventi volti a rimuovere e delocalizzarequesto "pozzo nero" di promiscuità funzionale, degrado ambientale e disordine nell’uso deglispazi dal tessuto urbano. Un’analisi storica di questi interventi, dei fondamenti delle loro ambizionie delle specifiche cause delle loro delusioni, può rivelare, nel presente, quanto la mancatadelocalizzazione dell’area petroli abbia limitato le prospettive di riqualificazione dell’interaarea orientale di Napoli.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Progetti di delocalizzazione industriale, strategie economiche e necessità ecologiche. L’area petroli di Napoli est nel secondo Novecento


  • Gilda Zazzara Deindustrializzazione e industrial heritage. Approcci convergenti alla memoria del passato industriale pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: L’articolo esplora il rapporto tra deindustrializzazione e industrial heritage, mettendo in relazionealcune tendenze degli studi su questi temi. Nonostante Deindustrialization studies e(industrial) Heritage studies muovano da fasi distinte della storia dell’industria, i due ambitidi ricerca convergono sempre di più nella riflessione sul ruolo della memoria del passato industrialenel presente. Queste convergenze vengono calate nel contesto nazionale, tra storiadell’archeologia industriale e peculiarità della "deindustrializzazione italiana", argomentandoil ruolo importante che la storia, e in particolare la storia ambientale e del lavoro, può svolgerein questo dialogo. L’ultima parte si concentra sulla zona industriale di Porto Marghera,analizzando alcune iniziative realizzate in occasione del suo recente centenario. L’ipotesiè che si tratti di un caso di "deindustrializzazione senza industrial heritage" e di "industrialheritage senza memoria della deindustrializzazione", ciò che rende difficile tanto un’elaborazionepartecipata del passato industriale, quanto un’idea condivisa del futuro dell’area.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Deindustrializzazione e industrial heritage. Approcci convergenti alla memoria del passato industriale


  • Stefano Gallo Ripensare la storia del lavoro: donne e precarietà nell’Italia contemporanea pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: L’articolo presenta una discussione di metodo sulla storia del lavoro a partire da due recentivolumi: Il lavoro delle donne nell’Italia contemporanea di Alessandra Pescarolo e Precarie precarie: una storia dell’Italia repubblicana, di Eloisa Betti. In entrambi è evidente un importantecambio di prospettiva rispetto alla tradizione dominante nella storia del lavoro in Italia:il punto di vista delle donne e della condizione precaria diventa il principio organizzatoreintorno a cui costruire una nuova interpretazione della vicenda generale del lavoro nell’Italiacontemporanea. Questi libri forniscono spunti di estremo interesse per ulteriori studi storici,non solo in ambito di storia del lavoro, ma per quel che riguarda la storia della società, dellafamiglia, del diritto, dell’economia, della cultura.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Ripensare la storia del lavoro: donne e precarietà nell’Italia contemporanea


  • Anna Frisone Il lavoro delle donne dai margini al centro: una nuova prospettiva per la storia del lavoro in Italia pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: Il contributo affronta pregi e limiti del nuovo libro di Alessandra Pescarolo dedicato alla questionedel lavoro femminile nell’Italia contemporanea. Un’attenzione particolare è posta sullaprospettiva di genere e sui concetti chiave utilizzati dall’autrice, come la questione del malebread-winner e l’ideologia delle sfere separate.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il lavoro delle donne dai margini al centro: una nuova prospettiva per la storia del lavoro in Italia


  • Roberto Ventresca Processi di liberalizzazione tra integrazione continentale e conflittualità internazionale. Italia, Europa, Oece (1947-1953) pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: L’articolo prenderà in esame l’esperienza dell’Italia all’interno dell’Organizzazione per la cooperazione economica europea (Oece) negli anni della prima legislatura repubblicana. A partire da una riflessione sulle motivazioni tanto economiche quanto politico-diplomatiche che si posero alla base dell’adesione italiana all’Oece, questo contributo analizzerà le misure di liberalizzazione commerciale perseguite dal paese all’interno degli organi decisionali dell’organizzazione. Si darà risalto alla dimensione europea delle iniziative che l’Italia elaborò nell’ambito della progressiva riduzione di dazi, tariffe e contingentamenti alle importazioni di beni provenienti dai mercati internazionali. Si passeranno in rassegna le principali iniziative presentate in sede Oece dalla delegazione italiana e verranno presi in considerazione i provvedimenti promossi a livello europeo da parte dei maggiori partner della Penisola: i piani Stikker e Pella (1950); la nascita dell’Unione europea dei pagamenti (Uep, 1950); il pacchetto di liberalizzazioni introdotto da La Malfa (1951); la reintroduzione delle restrizioni quantitative da parte di Regno Unito e Francia (1951-1952). Questo contributo intende perciò sondare la natura, i presupposti e gli esiti della “filosofia liberalizzatrice” sviluppata dalle classi dirigenti dello stato italiano nel più ampio contesto del processo di integrazione economica del Vecchio continente e della genesi di quello che sarebbe poi divenuto il mercato comune europeo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Processi di liberalizzazione tra integrazione continentale e conflittualità internazionale. Italia, Europa, Oece (1947-1953)


  • Antonio Bonatesta La politica regionale comunitaria nell’“età del disordine”. Dallo “sviluppo armonioso” alle ragioni del mercato (1972-1987) pubblicato sul numero 292 di Italia contemporanea, aprile 2020 Abstract: Il saggio ricostruisce le trasformazioni intervenute nei paradigmi di intervento della politica regionale comunitaria a partire dai primi anni Settanta, con l’avvio del negoziato per la creazione del Fondo europeo di sviluppo regionale, fino all’Atto Unico Europeo. L’Autore individua in questo periodo le fondamenta di una profonda transizione da modelli “interventisti” e “neomercantilisti” calibrati sul lato della domanda aggregata, caratteristici delle politiche regionali adoperate fino a quel momento da diversi Stati membri e in primo luogo dall’Italia, verso modelli più apertamente neoliberisti. L’analisi della forte conflittualità in seno al Comitato di politica regionale, l’organo di rappresentanza delle tecnocrazie nazionali deputato a gestire il Fesr, e tra questo e la Commissione europea, consente all’Autore di rilevare come tale esito non fu affatto scontato. A determinarlo furono soprattutto il sovraccarico di obiettivi posti in capo alla politica regionale in un contesto di risorse scarse e il logoramento della fiducia nel ruolo dell’intervento pubblico.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La politica regionale comunitaria nell’“età del disordine”. Dallo “sviluppo armonioso” alle ragioni del mercato (1972-1987)


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