Per non dimenticare: voce a voci dell’Italia occupata
16 aprile 2026 alle ore 19
Casa della memoria di Milano.
Per non dimenticare: voce a voci dell’Italia occupata
Il reading raccoglie testimonianze dirette – diari, lettere, memorie e appunti – capaci di restituire uno spaccato vivido e umano degli anni compresi tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la Liberazione, uno dei periodi più drammatici della storia italiana.
Il percorso si apre con la storia di un gruppo di ebrei confinati a Saint-Martin-Vésubie che, dopo l’armistizio, attraversarono a piedi le Alpi nella speranza di trovare rifugio in Italia. La speranza si rivelò purtroppo illusoria: dopo pochi giorni furono arrestati e deportati ad Auschwitz. Solo pochissimi riuscirono a sopravvivere.
Tra le voci raccolte emerge anche quella di Pierina Cascio, una ragazza siciliana di 17 anni che annota nel suo diario le notizie ascoltate da Radio Londra, l’entusiasmo per la fine della guerra annunciata dall’armistizio e la successiva amarezza per l’occupazione tedesca. Le sue pagine raccontano anche l’attesa della liberazione, seguendo l’avanzata delle truppe alleate dal Sud verso il Nord.
Le testimonianze accompagnano poi nelle vicende di civili e militari italiani catturati e deportati: operai, studenti e ufficiali di complemento, attraverso i loro racconti dei trasferimenti nei carri bestiame, della prigionia nei campi tedeschi, delle lettere inviate alle famiglie e delle esperienze nella Resistenza. Tra queste, il diario di uno studente pisano costretto a nascondersi per mesi per evitare la cattura, in attesa dell’arrivo degli Alleati.
La raccolta si è arricchita nel tempo di nuovi contributi, tra cui la memoria di Paolo Santoni-Rugiu, giovanissima staffetta partigiana sopravvissuta a un eccidio e poi arruolatasi con le truppe britanniche, e il breve e intenso messaggio di addio di un operaio della Falck alla moglie, scritto poco prima della deportazione in Germania, dove avrebbe trovato la morte.
Un mosaico di storie personali che, nel loro insieme, contribuiscono a restituire la complessità e il costo umano della guerra, mantenendo viva la memoria di chi visse quegli eventi in prima persona.