Pace e guerra, paci e guerre
25 settembre e il 13 novembre 2026
Pavia, Università degli Studi e On line
Pace e guerra, paci e guerre
Corso di formazione per insegnanti che si svolgerà a Pavia, in otto incontri tra il 25 settembre e il 13 novembre 2026, promosso e organizzato dall’Istoreco Pavia in collaborazione con l’Università di Pavia, Articolo21, Anpi provinciale e il sostegno dell’Istituto Nazionale.
L’argomento (“Pace e guerra, paci e guerre”) ci pare quest’anno particolarmente stimolante, anche alla luce degli inquieti e inquietanti attuali contesti internazionali. Il corso propone un itinerario critico e conoscitivo dei fenomeni correlati della guerra e della pace, esplorandone la casistica storica in età moderna e contemporanea e approfondendo la relativa riflessione teorica. Studiosi con approcci metodologici diversi – dalla storia politica alla storia militare, dalla filosofia alla storia culturale e alla storia tout court- proporranno un percorso multidisciplinare tra passato e presente con l’analisi di paradigmi interpretativi, documenti, fonti e testi.
Il corso, a iscrizione obbligatoria, in presenza e on-line, è, al solito, pensato principalmente per i docenti delle scuole secondarie, ma è aperto a tutti coloro che fossero interessati.
Per contatti: didattica@istorecopavia.it
Programma
- 25 settembre – Nicola Labanca, Guerre recenti, guerre future. Una prospettiva storica.
- 2 ottobre – Elisa Signori, «Col tiro delle bombe imporremo la civiltà»: guerra aerea tra fascismo e secondo conflitto mondiale.
- 9 ottobre – Arianna Arisi Rota, “Fare la pace”: teorie e pratiche in età contemporanea.
- 16 ottobre – Giuseppe Cospito, Il pacifismo filosofico del Novecento.
- 23 ottobre – Mario Rizzo, Non solo guerra. I complessi rapporti fra militari e civili in età moderna.
- 30 ottobre – Francesco Torchiani, Gli intellettuali e le guerre del Novecento. Alcuni casi.
- 6 novembre – Gastone Breccia, A patti con il nemico. Come finiscono le guerre.
- 13 novembre – Barbara Bracco, I segni della guerra. Cose e corpi nella bufera bellica novecentesca.