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Abstracts della rivista

Abstract del numero 306, dicembre 2024
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  • Giovanni Ferrarese Il caporalato in Italia dagli anni Cinquanta agli anni Settanta del Novecento. La scoperta e i caratteri di un fenomeno in mutamento pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Il caporalato è una pratica storicamente radicata nei principali contesti produttivi agricoli del Paese. I caporali hanno avuto un ruolo funzionale alla nascita di un mercato del lavoro agricolo, ma dinamiche di intermediazione illecita o illegale di manodopera connesse a pesanti forme di sfruttamento si ravvisano anche nella storia della cantieristica navale, dell’edilizia e del lavoro in miniera. Il presente saggio intende fornire, per mezzo di fonti documentarie e ricorrendo alla stampa dell’epoca, una prima ricostruzione diacronica e organica dell’evoluzione del fenomeno dell’intermediazione di manodopera dall’immediato dopoguerra agli anni Ottanta. Si tratta di un periodo nel corso del quale le profonde trasformazioni intercorse negli assetti economici e sociali del Paese hanno ridisegnato la geografia del caporalato, modificato le modalità operative e relazionali dei caporali e visto la definitiva apertura di importanti spazi di intermediazione di manodopera in ambito non agricolo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il caporalato in Italia dagli anni Cinquanta agli anni Settanta del Novecento. La scoperta e i caratteri di un fenomeno in mutamento


  • Donato Di Sanzo Caporalato e ingresso della manodopera straniera nell’agricoltura del Mezzogiorno. L’elaborazione pubblica e istituzionale della questione tra anni Settanta e Novanta pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Attraverso la consultazione di fonti primarie, fonti a stampa e documenti istituzionali, l’articolo considera l’evoluzione dell’attenzione pubblica in merito alle relazioni tra il fenomeno del caporalato e l’ingresso di manodopera straniera nelle campagne dell’Italia meridionale tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta. Citando ricerche scientifiche, articoli della stampa quotidiana e periodica, atti parlamentari, l’autore ricostruisce l’elaborazione del rapporto tra sfruttamento del lavoro agricolo e immigrazione in particolari contesti del Mezzogiorno e nel mondo sindacale e istituzionale.;

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Caporalato e ingresso della manodopera straniera nell’agricoltura del Mezzogiorno. L’elaborazione pubblica e istituzionale della questione tra anni Settanta e Novanta


  • Luca Castagna L’anti-caporalato nel secondo dopoguerra: l’“avanguardia” salernitana tra proposta politico-sindacale e attività parlamentare pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Pressoché completamente scomparso dal dibattito politico nazionale e ignorato dagli organi d’informazione, nel secondo dopoguerra il caporalato si diffuse più di quanto non fosse già presente, specialmente nel Mezzogiorno, sulla scia delle trasformazioni strutturali derivanti dall’intervento straordinario e dai relativi contraccolpi sul mercato del lavoro. Sulla base di documentazione archivistica di diversa provenienza, oltre che di fonti a stampa, il saggio indaga la reazione all’espansione di questa forma peculiare di illecita intermediazione in ambito lavorativo (prevalentemente, ma non solo, agricolo) nel Salernitano, con particolare riferimento ad attori politici e sindacali come Giuseppe Amarante e Abdon Alinovi, partendo dall’idea che la provincia di Salerno possa essere considerata come un laboratorio di anti-caporalato, nel quale furono sviscerati problemi e anticipate proposte d’intervento, su cui si sarebbe sviluppato, successivamente, il dibattito sia in altri contesti meridionali, sia a livello nazionale, in Parlamento.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – L’anti-caporalato nel secondo dopoguerra: l’“avanguardia” salernitana tra proposta politico-sindacale e attività parlamentare


  • Niccolò Panaino Gli apologeti del duce. Bruno Biancini, Giorgio Pini e il “Dizionario mussoliniano” (1939) pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: L’articolo intende ricostruire come nacque e prese forma il “Dizionario mussoliniano”, un prontuario pubblicato da Hoepli nel 1939 e introdotto dai giornalisti fascisti Giorgio Pini e Bruno Biancini. Attraverso gli scambi epistolari intercorsi tra la casa editrice e i due curatori viene ripercorsa la genesi del progetto editoriale sulle parole di Benito Mussolini, mettendo a fuoco gli intenti e i criteri adottati per redigere il volume. Successivamente l’indagine si concentra sui lemmi contenuti nel “Dizionario mussoliniano”, un approfondimento finalizzato a mostrare la natura ibrida del prontuario, che mescolava elementi originali con la ripresa di modelli precedenti: la stessa uscita del libro provoca le prime controversie sul carattere inedito del “Dizionario mussoliniano”. Per spiegare lo sviluppo e l’affermazione del lessico mussoliniano è stata poi svolta un’indagine sull’impiego delle parole del duce all’interno della stampa e degli istituti scolastici. L’autore sostiene che il “Dizionario mussoliniano” fissasse un codice culturale che perdurò anche dopo la caduta del regime.;

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Gli apologeti del duce. Bruno Biancini, Giorgio Pini e il “Dizionario mussoliniano” (1939)


  • Alessandro Laloni Per una modernizzazione alternativa. Il ruolo del cinema nella politica culturale del Partito comunista italiano (1949-1965) pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Attraverso lo spoglio delle principali riviste del Pci (“il Contemporaneo”, “Rinascita”, “Vie Nuove”) e la consultazione di alcune fonti d’archivio, l’articolo ricostruisce le pratiche discorsive dei comunisti italiani intorno al tema del cinematografo tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Sessanta, ovvero nel periodo compreso fra le due principali leggi di regolamentazione del settore. Decostruendo l’immagine storiografica di un partito incapace di leggere le trasformazioni indotte dall’ondata di modernizzazione neocapitalistica, l’articolo dimostra come il cinema abbia permesso al Pci di Togliatti di mettere in campo un coerente e articolato piano di radicamento nelle infrastrutture culturali ed economiche del Paese negli anni della Guerra fredda.;

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Per una modernizzazione alternativa. Il ruolo del cinema nella politica culturale del Partito comunista italiano (1949-1965)


  • Costanza Calabretta Fra distanziamento e competizione: le politiche culturali della Rft e della Rdt in Italia durante la Guerra fredda (1947-1968) pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Nel saggio l’autrice indaga la politica culturale che i due Stati tedeschi (Repubblica federale e Repubblica democratica tedesca) svilupparono in Italia durante la Guerra fredda, partendo dai primi contatti che si stabilirono dopo la Seconda guerra mondiale, fino alla fine degli anni Sessanta. In questi due decenni ci fu una sensibile evoluzione: dalla fase iniziale, segnata da scambi piuttosto limitati, a metà degli anni Cinquanta entrambi gli Stati diedero avvio a una consapevole politica culturale, che progressivamente vide un’aperta concorrenza fra Repubblica federale e Repubblica democratica, particolarmente accesa durante gli anni Sessanta. Il saggio si concentra sull’attività dei due enti più significativi che ebbero sede a Roma: la Deutsche Bibliothek, che rispondeva all’ambasciata e al ministero degli Esteri tedesco-occidentale e il Centro Thomas Mann, sostenuto dalla Rdt e dal Pci e animato da intellettuali italiani. L’autrice prende in esame fonti diversificate, sia tedesche che italiane, da quelle dei rispettivi ministeri degli Esteri, a quelle dei due enti analizzati.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Fra distanziamento e competizione: le politiche culturali della Rft e della Rdt in Italia durante la Guerra fredda (1947-1968)




  • Chiara Tognolotti Parole, corpi, sogni pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Il testo osserva il film di Marco Bellocchio “Rapito” mettendone in luce le componenti portanti — parole, corpi, sogni — e rintracciandone le occorrenze all’interno delle opere del regista. Si delinea così il contorno di un lavoro complesso che riprende e rielabora il tema costante del corpus bellocchiano: il contrasto tra la libertà dell’individuo e la presenza oppressiva dell’autorità, sia essa politica, religiosa, familiare.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Parole, corpi, sogni


  • Ignazio Veca La storia e i cortocircuiti tra presente e passato pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: Il film di Marco Bellocchio tratta di un episodio della storia, italiana e non solo, che viene riproposto a un pubblico le cui reazioni eccedono l’evento rievocato. E tuttavia, chi della storia di Edgardo Mortara non sapesse nulla, di fronte a “Rapito” se ne fa un’idea che, per esplicita affermazione del regista, non vuole interrogare la storia fattuale. Il contributo mira a evidenziare i cortocircuiti con cui il caso Mortara viene dibattuto in quanto specchio della memoria, ed entro cui “Rapito” si colloca e con cui dialoga. D’altra parte, il caso Mortara fu fin dalla sua deflagrazione un affaire, uno di quegli eventi mediatici che la storiografia ha imparato da tempo a mettere a distanza e ad analizzare. Non è dunque su quell’evento in sé che “Rapito” sollecita una riflessione, ma del modo in cui viene metabolizzato nel tempo presente.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La storia e i cortocircuiti tra presente e passato


  • Michele Nani In tensione. Fare “storia sociale” oggi pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: La pubblicazione di “Tensions of Social History” da parte di Alessandro Stanziani offre l’occasione per ripensare la “storia sociale”, un insieme di indirizzi tuttora vivace in giro per il mondo. Ripartire, come suggerisce l’autore, da una “storia sociale” delle pratiche storiografiche, attorno alla costruzione dialogica (sia in termini di figure sociali che di collocazioni geografiche) degli snodi cruciali del mestiere di storico (archivi, dati, categorie e modelli) potrebbe riaprire un dibattito anche in Italia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – In tensione. Fare “storia sociale” oggi

    Rassegna bibliografica open access pubblicato sul numero 306 di Italia contemporanea, dicembre 2024 Abstract: America agli estremi - Fra Seconda guerra mondiale e dopoguerra - Demografia, antropologia e Welfare nella storia di Italia - Fascismo, razzismo e Germania nazista - Esercito e polizia nella storia d’Italia - Vite di socialisti e comunisti - L’estrema sinistra tra sogno rivoluzionario e terrorismo - Diritti, fede e politica nell’Italia contemporanea.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Rassegna bibliografica open access

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