Seleziona una pagina

Abstracts della rivista

Abstract del numero 307, aprile 2025
(Visualizza tutti gli articoli del numero)


  • Domenico Rizzo Introduzione a "Giustizia costituzionale. Quattro episodi di politica del diritto nell’Italia repubblicana" pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract:

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni –


  • Michele Colucci Il collocamento come questione politica: la sentenza 78/1958 sull’imponibile di manodopera pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Negli anni della ricostruzione il collocamento assume un’importanza cruciale. Attorno alle regole che stabiliscono le modalità dell’avviamento al lavoro si gioca un conflitto durissimo, che provoca anche ripetuti episodi di violenza. L’agricoltura è uno dei settori più interessati. Nel 1947 un decreto legislativo aveva stabilito l’obbligo dell’imponibile di manodopera in agricoltura, nel quadro di una politica di pieno impiego. La sentenza abolisce tale obbligo, sostenendolo incompatibile con l’articolo 41 della Costituzione, che stabilisce la libertà dell’iniziativa economica privata.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il collocamento come questione politica: la sentenza 78/1958 sull’imponibile di manodopera


  • Bruno Bonomo La Corte e le città: vincoli di piano regolatore, proprietà dei suoli e governo delle trasformazioni urbane negli anni Sessanta (sentenza 55/1968) pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: La sentenza della Corte costituzionale 55 del 1968 sui vincoli di piano regolatore è una pietra miliare nella storia urbana dell’Italia repubblicana. Emessa a meno di un anno dall’approvazione della “legge ponte”, segnò una pesante battuta d’arresto lungo il percorso, già accidentato, della riforma urbanistica. L’articolo ripercorre la vicenda giudiziaria che condusse al pronunciamento della Consulta, a partire dalla mobilitazione dei proprietari fondiari di Palermo per sottrarre i propri beni ai vincoli e alle limitazioni imposti dal piano regolatore approvato nel 1962. Dopo aver analizzato il giudizio costituzionale, si ricostruisce l’animato dibattito pubblico che la sentenza suscitò e si evidenziano le molteplici questioni sottese al pronunciamento della Corte, concentrandosi sul nodo politico del rapporto tra proprietà dei suoli e diritto di costruire, e sul connesso bilanciamento tra i principi costituzionali della tutela della proprietà privata e della funzione sociale che essa è chiamata a svolgere.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La Corte e le città: vincoli di piano regolatore, proprietà dei suoli e governo delle trasformazioni urbane negli anni Sessanta (sentenza 55/1968)


  • Domenico Rizzo Archeologia d’una riforma. Il diritto delle mogli al mantenimento e la Corte costituzionale (sentenza 133/1970) pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Il saggio ripercorre il dibattito che, nel secondo dopoguerra, accompagna l’interpretazione dell’articolo 29 della Costituzione in relazione al matrimonio. La norma per un verso afferma “l’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi” e, per l’altro, ammette che la legge possa limitarla “a garanzia dell’unità familiare”. Attorno a questa antinomia ruota la persistenza di un assetto familiare gerarchico, previsto dal Codice civile del 1942. A partire da una decisione della Corte costituzionale del 1970, che interpreta l’eguaglianza come precondizione dell’unità, se ne rintraccia l’evoluzione nel decennio precedente, in rapporto alle istanze politiche di riforma del diritto di famiglia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Archeologia d’una riforma. Il diritto delle mogli al mantenimento e la Corte costituzionale (sentenza 133/1970)


  • Alessandra Gissi “Una malattia vera, costituzionale ed ereditaria”: la Consulta e l’illegittimità parziale del reato di aborto (sentenza 27/1975) pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Nel corso del procedimento penale a carico di Carmosina M., il giudice istruttore presso il Tribunale di Milano solleva la questione incidentale di legittimità costituzionale dell’articolo 546 del Codice penale. Attraverso la sentenza 27 del 1975 la Corte costituzionale si pronuncia relativamente al passaggio in cui l’articolo punisce chi cagioni l’aborto di una donna consenziente anche qualora sia stata accertata la pericolosità della gravidanza per il benessere fisico o per l’equilibrio psichico della gestante. La sentenza è un’autentica cesura che dà origine a un “tempo di mezzo”, prima del “tempo nuovo” determinato dalla depenalizzazione a precise condizioni introdotta dalla legge 194 del 1978. Il contributo ricostruisce e interpreta questo passaggio cruciale e lo inserisce in una genealogia articolata, considerandolo un evento specifico ma non autonomo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – “Una malattia vera, costituzionale ed ereditaria”: la Consulta e l’illegittimità parziale del reato di aborto (sentenza 27/1975)


  • Iñaki Fernández Redondo La prigione non è una punizione sufficiente. Violenza collettiva contro i prigionieri nelle guerre civili: i casi di Bilbao e Schio pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Questo articolo propone un’analisi comparata di due episodi di violenza collettiva contro i prigionieri nelle guerre civili italiana e spagnola. Entrambi i casi, uno nella città veneta di Schio e l’altro nella capitale della Biscaglia, Bilbao, possono essere presentati come esempi paradigmatici di una forma di violenza, gli assalti e le sacas1 dei centri di detenzione, che causarono una parte importante degli omicidi avvenuti nelle retroguardie di entrambi i conflitti civili. Attraverso un approccio comparato l’autore si propone di determinare e analizzare i meccanismi di produzione e riproduzione della violenza presenti in questi assalti e sacas. In questo modo, si evidenzierà l’importanza del più ampio contesto di guerra civile, i legami di micro e macro-solidarietà sottesi a tali episodi e la richiesta di risarcimento e giustizia da parte delle comunità locali, senza trascurare il modo in cui queste ultime rappresentarono i protagonisti degli assalti e come questi, a loro volta, si auto-definirono.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La prigione non è una punizione sufficiente. Violenza collettiva contro i prigionieri nelle guerre civili: i casi di Bilbao e Schio


  • Joshua Arthurs “Big Bang” or “Buco Nero”? New Perspectives on Italy’s 1943 pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Questa recensione presenta un’analisi critica del libro di Luca Baldissara, “Italia 1943. La guerra continua” (2023). Il recensore mette il libro in discussione con dibattiti storiografici correnti attorno alla caduta del regime fascista, l’armistizio dell’8 settembre, l’occupazione e la liberazione, il collaborazionismo e la resistenza. Inoltre esamina il significato dell’opera nel quadro della politica della memoria italiana.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – “Big Bang” or “Buco Nero”? New Perspectives on Italy’s 1943


  • Nicola Labanca Una Resistenza italiana fra passato e futuro pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: L’articolo analizza il volume di Luca Baldissara “Italia 1943. La guerra continua” (2023) nella prospettiva degli studi recenti sulla storia della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale, e in particolare degli studi sulle origini della Resistenza antifascista. Esso ne mette in rilievo tre punti, relativi: al rapporto fra la guerra, il regime e il Paese; alla visione proposta del 1943 come problema storiografico nella sua completezza e non a pezzi; alla interpretazione della Resistenza degli italiani e delle italiane come Resistenza plurale e non come sola opposizione politica e guerra partigiana. Tale approccio più comprensivo appare opportuno perché il volume, sintesi della storiografia del passato, possa essere imprescindibile per la ricerca futura.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Una Resistenza italiana fra passato e futuro


  • Alessandro Casellato Clio, ci senti? Fonti e archivi orali per la ricerca storica: il “caso” italiano pubblicato sul numero 307 di Italia contemporanea, aprile 2025 Abstract: Esiste ancora oggi un problema di legittimazione storiografica della metodologia della storia orale nell’università italiana. Non solo la storia orale è poco praticata da chi studia la storia contemporanea, ma anche gli archivi orali già esistenti non sono consultati da ricercatori e ricercatrici che pure sarebbero tenuti a farlo per il tipo di ricerche che conducono. Le sintesi storiografiche recenti di storia dell’Italia repubblicana scritte da autori italiani non fanno uso di fonti orali né fanno riferimento alla storiografia che le ha utilizzate. In Italia non esistono libri che affrontano la storia sociale del Paese nel lungo periodo utilizzando in maniera sistematica le fonti orali. Anche nell’ambito degli ego-documenti usati in storiografia, in Italia le “scritture autobiografiche” (lettere, diari, memorie di gente comune) hanno ottenuto uno spazio di legittimazione molto maggiore rispetto alle fonti orali. Tutto ciò ha almeno tre spiegazioni. In primo luogo, lo scarso sviluppo dei sound studies nella storiografia italiana, le pratiche di ricerca e l’approccio di molti storici italiani dell’età contemporanea, i quali privilegiano la storia politica istituzionale e hanno poco interesse per la storia sociale e per la storia dei soggetti collettivi (le donne, i lavoratori, le periferie). Ma c’è anche un problema legato anche alle condizioni in cui si trovano gli archivi di fonti orali: essi sono poco accessibili e non hanno gli strumenti che ne facilitano l’utilizzo: cataloghi, indici, schede, trascrizioni. Manca, infine, una esperienza collaudata e condivisa di riuso storiografico delle “fonti orali d’archivio”, cioè delle interviste fatte da altri, nel passato, a persone e gruppi sociali che non sono più nella disponibilità ricercatori del presente.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Clio, ci senti? Fonti e archivi orali per la ricerca storica: il “caso” italiano



Il portale dell'Istituto Nazionale è realizzato grazie al contributo di
Il contenuto di questo portale è protetto da copyright dal protocollo Creative Commons Attribution 3.0 Italy License