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Abstracts della rivista

Abstract del numero 310, aprile 2026
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  • Manfredi Alberti Misurare il costo del lavoro. L’Istat e le istituzioni statistiche sovranazionali nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: Il costo del lavoro è il costo totale sostenuto dall’imprenditore per unità di lavoro, comprensivo del salario e dei costi indiretti, come imposte e contributi previdenziali. Il tema del costo del lavoro divenne un elemento fondamentale delle politiche pubbliche nella seconda metà del XX secolo, come conferma lo sforzo degli statistici e dei responsabili della politica economica di definirlo e misurarlo. Solo a partire dagli anni Cinquanta emerse a livello internazionale ed europeo una chiara definizione del costo del lavoro. L’Italia non fa eccezione da questo punto di vista. Tra i fattori responsabili della nuova consapevolezza in tema di salari e costo del lavoro, sul piano economico e statistico, possiamo annoverare la cooperazione economica europea e le potenzialità offerte dal mercato comune, così come lo sviluppo dei sistemi di welfare. Questo contributo si propone di fornire un quadro d’insieme delle condizioni di produzione e diffusione dei dati sul costo del lavoro in Italia tra gli anni Cinquanta, quando l’Italia si avvicinava al “boom economico”, e tutti gli anni Sessanta, quando cominciò a delinearsi una crescita dei salari e delle spese sociali. Tra le fonti utilizzate, le pubblicazioni e le carte d’archivio dell’Istat e una selezione di altre pubblicazioni ufficiali della statistica europea e internazionale.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Misurare il costo del lavoro. L’Istat e le istituzioni statistiche sovranazionali nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta


  • Giacomo Canepa “Il cavallo ha sete ma non ha da bere”. Il costo del lavoro e l’introduzione della fiscalizzazione degli oneri sociali (1964-66) pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: La “fiscalizzazione degli oneri sociali” indica una riforma del finanziamento della previdenza sociale che sposta gli oneri dai contributi dei datori di lavoro o dei lavoratori alla fiscalità generale. Questo articolo si sofferma sui provvedimenti varati tra 1964 e 1966, mostrando come essi, benché presentati come fasi di riforme più ampie per realizzare un vero sistema di sicurezza sociale, rappresentassero in realtà misure volte al contenimento del costo del lavoro. Il contributo ricostruisce il contesto in cui si colloca il primo provvedimento di fiscalizzazione nell’estate del 1964, dominato dalla crisi della lira del 1963, dal conseguente forte calo degli investimenti, dell’occupazione e dei consumi, dalle conseguenze della creazione del Mercato comune europeo e dalle proposte per la riforma previdenziale. Analizzando il ruolo della crisi dell’estate 1964 nel fallimento del tentativo socialista di stabilire un collegamento tra la risoluzione dei problemi congiunturali e le trasformazioni strutturali del sistema di welfare, l’articolo spiega come tra 1964 e 1966 il dibattito sul finanziamento della previdenza sociale e sul costo del lavoro fece emergere il divario tra gli obiettivi, le ambizioni e gli strumenti delle misure di fiscalizzazione, portando alla loro riformulazione, nel 1968, come sgravi contributivi destinati alle sole imprese del Mezzogiorno.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – “Il cavallo ha sete ma non ha da bere”. Il costo del lavoro e l’introduzione della fiscalizzazione degli oneri sociali (1964-66)


  • Paolo Bozzi La tassazione del lavoro e il finanziamento della spesa pubblica in Italia (1960-90) pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: Tra il 1970 e il 1990 la spesa pubblica in rapporto al Pil aumentò dal 19,4 al 38,4%, escludendo la spesa per interessi. Nello stesso tempo, la pressione fiscale (erariale e contributiva) passò dal 25,4 al 34,7% del Pil a seguito della nuova imposta progressiva sui redditi introdotta nel 1973. Un’ampia letteratura ha sottolineato come tale aumento delle entrate sia stato principalmente sostenuto dai lavoratori dipendenti. L’articolo contribuisce al dibattito sulla distribuzione del carico fiscale tra redditi da lavoro dipendente e altri tipi di redditi. In primo luogo, ricostruisce il dibattito in ambito economico e istituzionale che giustificò lo spostamento della pressione fiscale sul lavoro, per salvaguardare la capacità di risparmio e di accumulazione di capitale, ritenuta fondamentale per lo sviluppo economico del paese. In secondo luogo, l’articolo offre una nuova ricostruzione quantitativa del carico fiscale sostenuto dal lavoro dipendente e dagli altri redditi, mostrando come lo squilibrio sia stato soprattutto il prodotto dell’elevata pressione contributiva, che precedeva la riforma del 1973. Quest’ultima ha portato la pressione fiscale sui redditi da lavoro al pari di quella sugli altri redditi, sui quali, però, non pesa il costo del finanziamento del sistema sociale, pur beneficiando delle prestazioni previdenziali.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La tassazione del lavoro e il finanziamento della spesa pubblica in Italia (1960-90)


  • Eloisa Betti Il costo del lavoro e l’occupazione femminile: il dibattito italiano e internazionale (1950-80) pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: L’articolo ricostruisce il dibattito sul costo del lavoro femminile in Italia tra anni Cinquanta e primi anni Ottanta, evidenziando tanto la dinamica di genere intrinseca alla costruzione del concetto quanto le prassi che traducevano stereotipi e pregiudizi sul lavoro delle donne. Avvalendosi di fonti archivistiche, provenienti da archivi femminili, sindacali e di organizzazioni internazionali, oltre a fonti periodiche e a stampa di matrice europea e partitica, il contributo analizza le fasi della discussione collegandola alla storia del lavoro e alla storia delle donne nell’Italia repubblicana e inserendola in una prospettiva europea e internazionale. La discussione sul costo del lavoro femminile si sviluppò infatti nell’alveo della mobilitazione sulla parità salariale tra anni Cinquanta e Sessanta, riemergendo poi nel dibattito sull’occupazione femminile tra fine anni Sessanta e primi anni Ottanta. L’alto costo del lavoro femminile (vero o presunto tale), motivato dal doppio ruolo della donna di lavoratrice e madre, e le soluzioni per ridurlo emergono come problema nel periodo considerato e rappresentano ancora oggi nodi centrali del dibattito.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il costo del lavoro e l’occupazione femminile: il dibattito italiano e internazionale (1950-80)


  • Federico Ricci La giustizia dei traditi. L’attività dei Tribunali provinciali straordinari durante la Rsi (1943-44) pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio del settembre 1943, la Repubblica sociale italiana cercò di ricostruire un’idea di ordine politico attraverso la giustizia straordinaria, utilizzando come strumenti di epurazione i Tribunali provinciali straordinari. Istituiti con il decreto dell’11 novembre 1943, questi ultimi ebbero il compito di punire i cosiddetti “traditori”, una categoria la cui definizione fu soggetta a interpretazioni politiche, personali e opportunistiche. L’analisi della loro attività evidenzia un sistema caratterizzato da profonde contraddizioni: sebbene formalmente impiegati per garantire una giustizia rivoluzionaria, i Tribunali provinciali straordinari si rivelarono spesso strumenti di regolamento di conti interni e di rivalità personali. In queste esperienze locali, quei Tribunali operarono in un contesto di instabilità e strumentalizzazioni, dove la giustizia politica si sovrappose a dinamiche personali e professionali. Attraverso lo studio della documentazione archivistica disponibile, il presente lavoro ne intende analizzare il ruolo nel progetto politico della Rsi, evidenziando come la loro funzione abbia contribuito non tanto al consolidamento del regime, quanto piuttosto alla sua frammentazione e alla sua incapacità di imporsi come un sistema coeso e disciplinato.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La giustizia dei traditi. L’attività dei Tribunali provinciali straordinari durante la Rsi (1943-44)


  • Fabio Verardo Un ulteriore campo di battaglia. Lo stupro come strumento di guerra nella repressione anti-partigiana al confine orientale pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: L’articolo analizza gli stupri di guerra avvenuti nell’Operationszone Adriatisches Küstenland, la Zona di operazione del Litorale adriatico (Ozak), tra il 1943 e il 1945. Le caratteristiche peculiari dell’Ozak e la molteplicità degli attori in gioco permettono di mettere alla prova le categorie storiografiche, anche legate al genere e alle forme di costruzione della memoria; inoltre consentono di studiare il ricorso allo stupro come strumento di guerra in relazione alle stragi, all’occupazione e alla repressione anti-partigiana. Ricorrendo a un’ampia gamma di fonti, il saggio prende in esame le condotte dei reparti tedeschi (Wehrmacht e SS), del contingente cosacco-caucasico, delle milizie e delle bande fasciste per dare conto della diffusione del fenomeno, individuare una periodizzazione con riferimento ai luoghi e ai contesti e prendere in esame le specifiche pratiche di combattimento e repressione.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Un ulteriore campo di battaglia. Lo stupro come strumento di guerra nella repressione anti-partigiana al confine orientale


  • Monica Pacini Fatica, riscatto e ferite: una storia del lavoro nell’Italia contemporanea pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: La nota riflette criticamente sul “ritorno” della storia del lavoro nella storiografia italiana degli ultimi decenni e sulle nuove prospettive di ricerca in ambito nazionale e internazionale. Si focalizza su alcune sintesi recenti di storia del lavoro dell’Italia contemporanea, in particolare sul volume di Fabrizio Loreto e Stefano Gallo (il Mulino, 2023), indagandone periodizzazioni, metodi e risultati. La parte finale guarda al nesso tra debolezze strutturali ed emergenze del tempo presente nel mondo del lavoro e alle peculiarità del contesto italiano, interrogandosi sull’utilità di un approccio trans-locale allo studio dei lavori e delle dinamiche di trasformazione della società italiana dell’età contemporanea.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Fatica, riscatto e ferite: una storia del lavoro nell’Italia contemporanea


  • Claudia Bernardi Il pantheon del lavoro in Italia. Una prospettiva storiografica pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: La nota analizza le più recenti trasformazioni della storia e della storiografia del lavoro in Italia, a partire dall’analisi critica del volume “Storia del lavoro dell’Italia contemporanea” di Stefano Gallo e Fabrizio Loreto (il Mulino, 2023). L’obiettivo è ampliare lo sguardo a metodologie proprie della storia globale del lavoro e a tematiche come la femminilizzazione del lavoro e il lavoro sessuale, il lavoro cognitivo, lo sfruttamento del regime delle partite Iva e i movimenti sociali per il non lavoro. La mobilità del lavoro nelle sue dimensioni di mobilità interna, transfrontaliera e postcoloniale ci permette di ripensare i confini dell’Italia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il pantheon del lavoro in Italia. Una prospettiva storiografica


  • Angela Romano La porosità della cortina di ferro: relazioni intra-europee e Guerra fredda pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: L’Europa della Guerra fredda è stata a lungo spiegata e narrata come storia di separazione e antagonismo tra i due blocchi — Est e Ovest. Negli ultimi vent’anni, numerosi contributi storiografici internazionali hanno, invece, ricostruito e rivelato geografie variabili di interazioni e scambi economici, sociali, politici e intellettuali in un’Europa fatta anche di spazi di cooperazione sovrapposti, generati da una distensione specificamente europea e diversa, nei fini e nei tempi, da quella di breve durata tra le superpotenze. La nota illustra gli ambiti di indagine e le argomentazioni di questo recente corpo di studi e mette in relazione con essi la produzione storiografica italiana sull’esperienza di tale spazio paneuropeo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – La porosità della cortina di ferro: relazioni intra-europee e Guerra fredda


  • Elena Cadamuro Verso una sistematizzazione degli studi sulle eredità culturali del colonialismo italiano. Riflessioni a partire da due contributi recenti pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: Gli studi culturali sul colonialismo italiano conoscono da diversi decenni uno sviluppo non secondario. Già dalla fine degli anni Ottanta, sensibilità nate nei decenni precedenti avevano iniziato a trovare spazio, ponendo questioni che, in alcuni casi, per essere guardate con sistematicità, hanno richiesto molto tempo. Il presente contributo intende discutere i due recenti volumi di Beatrice Falcucci, “L’impero nei musei. Storie di collezioni coloniali italiane” (Pacini, 2025) e di Teresa Colliva, “Se non credete venite quaggiù. Gli immaginari contesi dell’Africa nell’Italia degli anni Sessanta” (Viella, 2024) in relazione a questo quadro, in quanto volumi che, seppur diversi, offrono un’analisi sistematica e aggiornata di interrogativi individuati da tempo come cruciali. Mettendone in luce diversità e punti di contatto, si rifletterà sulle principali — e ancora numerose — questioni che queste ricerche sollevano, come segnali di un campo di studi vivace e ancora carico di tensioni attorno al complesso tema delle “eredità” del colonialismo italiano.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Verso una sistematizzazione degli studi sulle eredità culturali del colonialismo italiano. Riflessioni a partire da due contributi recenti

    Rassegna bibliografica open access pubblicato sul numero 310 di Italia contemporanea, aprile 2026 Abstract: Resistenza armata e giustizia di transizione - Rileggere Gramsci - La politica e il corpo delle donne - Italiani nel Mediterraneo - Stato e conflittualità sociale - Socialismo e socialdemocrazia europea - Politica e mercati globali - L’Italia repubblicana: politica, società, cultura - Migrazioni e migranti dall’Ottocento a oggi

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Rassegna bibliografica open access fascicolo 310

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