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Abstracts della rivista

Abstract del numero 311, agosto 2026
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  • Onofrio Bellifemine “Dunque dicevamo”: la Democrazia cristiana in Puglia e il ritorno alla democrazia (1943-46) pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Il seguente saggio, basandosi su una vasta pluralità di fonti d’archivio e a stampa, analizza le origini e lo sviluppo della Democrazia cristiana in Puglia nel triennio 1943-46, soffermandosi sulla nascita del primo gruppo dirigente e sulla progressiva articolazione del partito a livello locale. Vengono messe in luce le linee programmatiche e operative, le fratture interne, il confronto sulla questione istituzionale, la mobilitazione giovanile e la costruzione di una dirigenza diffusa nella regione. È possibile osservare come le elezioni del 2 giugno 1946 segneranno il passaggio da una leadership militante e repubblicana (almeno in parte) a una classe dirigente più moderata. Tuttavia, l’eredità di quella prima esperienza lascerà larghe tracce nella vita futura del partito.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – “Dunque dicevamo”: la Democrazia cristiana in Puglia e il ritorno alla democrazia (1943-46)


  • Giovanni Maria Zonzini Il nuovo ordine democratico. Gli Stati Uniti, l’Italia e il consolidamento del governo anticomunista sammarinese fra crescita economica e repressione del dissenso (1957-63) pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Tra il 1957 e il 1963 la Repubblica di San Marino fu al centro di una dinamica di consolidamento politico in linea con la dottrina del contenimento anticomunista elaborata dagli Stati Uniti nella Guerra fredda. Il nuovo governo, sostenuto attivamente da Italia e Stati Uniti dopo la crisi di Rovereta, combinò sviluppo economico e repressione politica per rafforzare la propria legittimità. Attraverso politiche economiche espansive, ma anche epurazioni amministrative, sorveglianza poliziesca e processi giudiziari, si costruì un ordine interno funzionale agli equilibri internazionali dell’epoca. Basato su fonti inedite provenienti da archivi sammarinesi, italiani e statunitensi, l’articolo mostra come San Marino sia stato un laboratorio periferico ma emblematico della Guerra fredda in Italia, dove l’antagonismo ideologico globale si tradusse in pratiche locali di contenimento e disciplinamento politico.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il nuovo ordine democratico. Gli Stati Uniti, l’Italia e il consolidamento del governo anticomunista sammarinese fra crescita economica e repressione del dissenso (1957-63)


  • Alberto Guasco Il Movimento sociale italiano e Mani pulite. Tra Tangentopoli e Alleanza nazionale (1992-94) pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Finora i contributi scientifici dedicati agli anni di Tangentopoli sono stati pochi e non ancora in grado di colmare per intero quella storia. Provando a restituirne un ulteriore tassello, l’autore del contributo prende in esame il rapporto tra il Movimento sociale italiano (Msi) e l’inchiesta Mani pulite durante il triennio 1992-94. Lo fa in tre tappe: esamina innanzitutto il fortissimo sostegno che, specie nel 1992, il Msi fornisce alle inchieste, nel tentativo di rompere l’isolamento politico in cui si trova fin dagli anni Quaranta; spiega poi come, nel 1993, nel Msi in transito verso Alleanza nazionale (An) emergano posizioni più critiche verso il pool milanese, in parte sospettato di fare il gioco del Partito democratico della sinistra; infine, sullo sfondo dell’accordo con Berlusconi e della vittoria alle elezioni del 1994, mostra come l’alleanza con il Cavaliere e le diverse linee interne al partito portino l’ormai An verso un “non luogo a procedere” in materia di giustizia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Il Movimento sociale italiano e Mani pulite. Tra Tangentopoli e Alleanza nazionale (1992-94)


  • Paolo Barcella Dalle leghe alla Lega nord: il federalismo europeo, le “piccole patrie” e l’Occidente (1979-2003) pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: La Lega nord è stata oggetto, nel corso della sua lunga vita, di numerosi studi a carattere politologico, sociologico e antropologico che, tuttavia, molto raramente ne hanno preso in considerazione la politica estera. L’autore propone qui una ricostruzione di questa dimensione, indagando in particolare il modo in cui i dirigenti leghisti: hanno inteso l’Europa e il federalismo europeo; hanno collocato una forza a vocazione autonomista tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica nell’ultimo decennio della Guerra fredda; e, infine, hanno affrontato le sfide del nuovo ordine internazionale, dopo il crollo del comunismo e fino alla guerra in Iraq del 2003. L’analisi conferma la scarsa rilevanza che ha avuto la politica internazionale nell’elaborazione del partito, ne evidenzia le contraddizioni e le discontinuità, chiarisce come le stesse dipendessero in ultima istanza dalle ricadute della dimensione internazionale sulla politica interna e sulle questioni migratorie.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Dalle leghe alla Lega nord: il federalismo europeo, le “piccole patrie” e l’Occidente (1979-2003)


  • Enrica Asquer, Lucia Ceci, Giorgio Caravale, Marco De Nicolò, Vinzia Fiorino, Marco Meriggi, Enrico Acciai L’insegnamento della storia a scuola oggi: questioni aperte pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Da più di un anno il ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto in modo prescrittivo sull’insegnamento della storia nella scuola. Il dibattito pubblico seguito alla pubblicazione, l’11 marzo 2025, delle “Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione. Materiali per il dibattito pubblico”, ha ruotato in gran parte sulle pagine dedicate nel documento alla “Storia”. Della conoscenza e dell'insegnamento di questa materia sembra essere veicolata una visione nostalgica e anacronistica rispetto alla realtà della disciplina e della ricerca. Come rivista ci sembra necessario tenere alta l’attenzione sull’insegnamento della storia, rinvenendo in essa una questione nevralgica per le sue implicazioni, oltre che culturali, sociali, politiche e istituzionali. Abbiamo dunque invitato i/le rappresentanti di alcune di queste società, che da tempo seguono il tema attraverso molteplici iniziative, a ragionare su alcuni punti nodali di questo dibattito. Si tratta di Giorgio Caravale (presidente della Sisem), Marco de Nicolò (presidente della Sissco), Vinzia Fiorino (presidente della Sis), Marco Meriggi (già presidente della Sissi). A questi si aggiunge Enrico Acciai (presidente della Commissione didattica dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri).

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – L’insegnamento della storia a scuola oggi: questioni aperte


  • Marco Fincardi Interpreti e usi pubblici del folklorismo. Uno sguardo storiografico pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Il lavoro di molti folkloristi italiani tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo ha spesso avuto una impostazione in stretta sintonia col nazionalismo. Inoltre, durante il regime fascista la visibilità di quel lavoro e le stesse carriere dei folkloristi appaiono commisurate alla funzionalità delle loro analisi all’elaborazione ideologica del fascismo e alla sua produzione di stereotipi sulle culture popolari regionali e nazionale. Eppure, solo di recente in Italia le discipline antropologiche hanno iniziato a riconoscere la faziosità di molti degli studi demologici nazionali fino alla Seconda guerra mondiale. Un ruolo di punta nell’evidenziare tale faziosità ha avuto lo storico Stefano Cavazza, che ha approfondito quali caratteristiche abbia assunto la demologia italiana in epoca fascista. A supporto delle proprie analisi, Cavazza ha saputo comparare la folkloristica italiana con quella tedesca nel variare di regimi tra la metà del XIX secolo e la fine del XX.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Interpreti e usi pubblici del folklorismo. Uno sguardo storiografico


  • Sante Lesti Troppi “dilemmi”? A proposito di un libro recente (e uno meno) sui “silenzi” di Pio XII pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: La nota prende in esame il recente libro di Nina Valbousquet, “Les âmes tièdes. Le Vatican face à la Shoah” (Paris, La Découverte, 2024), che rappresenta uno degli esiti principali della ricca stagione di studi sul nodo Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah inaugurata dall’apertura degli “archivi di Pio XII” nel marzo 2020. Nella prima parte, la nota cerca di illustrare che tipo di novità storiografiche sembra possibile produrre partendo dalle nuove carte vaticane. Nella seconda, tenta di sviluppare alcune di queste novità, interrogandosi, in particolare, sul meccanismo di costruzione del prestigio di Pio XII durante e immediatamente dopo la guerra. Nella conclusione, infine, invita a riconsiderare le ragioni che spinsero Pio XII a mantenere il silenzio di fronte a un “omicidio”, quello degli ebrei d’Europa, di cui era perfettamente informato fin dalla primavera-estate 1942.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Troppi “dilemmi”? A proposito di un libro recente (e uno meno) sui “silenzi” di Pio XII


  • Paolo Zanini Dai rapporti tra il Vaticano e il Terzo Reich alla questione dell’antisemitismo cattolico: la produzione storiografica di Giovanni Miccoli su Santa Sede e Shoah1 pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Questa nota ricostruisce il contributo storiografico di Giovanni Miccoli agli studi su Santa Sede, Chiesa cattolica, Germania nazista e Shoah. Si tratta di un tema molto dibattuto, cui lo storico triestino diede un eccezionale contributo, a partire da un pionieristico saggio del 1965, comparso su “Belfagor”. Fu, però a partire dagli anni Ottanta che gli studi di Miccoli sul nesso tra tradizione antiebraica cristiana e moderno antisemitismo si infittirono, portando a risultati conoscitivi di singolare rilevanza, che permisero di collocare l’atteggiamento della Santa Sede durante la Seconda guerra mondiale all’interno di un paradigma interpretativo di lungo periodo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Dai rapporti tra il Vaticano e il Terzo Reich alla questione dell’antisemitismo cattolico: la produzione storiografica di Giovanni Miccoli su Santa Sede e Shoah1


  • Federico Cormaci Guerra ai civili in Italia (1940-45). Bilancio e prospettive della storiografia recente pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: Negli ultimi due decenni la storiografia italiana sulla Seconda guerra mondiale ha conosciuto un profondo rinnovamento. Questa rassegna ricostruisce l’evoluzione degli studi sulla “guerra ai civili”, dalla centralità iniziale delle violenze nazifasciste all’emergere di nuovi ambiti di ricerca — memorie locali, guerra aerea e occupazione Alleata — fino all’allargamento verso una prospettiva più ampia che problematizza le vittime civili come categoria autonoma. Il confronto con la storiografia internazionale consente di mettere in luce nodi interpretativi, acquisizioni recenti e ambiti ancora da esplorare.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Guerra ai civili in Italia (1940-45). Bilancio e prospettive della storiografia recente


  • Chiara Vitucci Ucraina e Gaza: il diritto internazionale alla prova dei conflitti contemporanei pubblicato sul numero 311 di Italia contemporanea, agosto 2026 Abstract: L’autrice riflette sulla tenuta delle attuali norme di diritto internazionale alla luce dei recenti conflitti in Ucraina e a Gaza. Dopo aver illustrato come si sono dapprima formate e poi modificate le regole sul divieto dell’uso della forza, sull’autodeterminazione dei popoli e sulla responsabilità penale individuale, l’autrice esamina le reazioni all’aggressione russa all’Ucraina e alla guerra scatenata da Israele a Gaza dopo gli attacchi del 7 ottobre. Da un lato analizza la reazione degli stati e dall’altro quella della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale. L’atteggiamento degli stati assume particolare importanza al fine di valutare se le norme internazionali sul divieto dell’uso della forza, sull’autodeterminazione dei popoli e sulla responsabilità penale individuale sono state violate o se si stanno modificando.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Ucraina e Gaza: il diritto internazionale alla prova dei conflitti contemporanei


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