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Al di là del maggio. Combattivo ma fragile: il mondo operaio in Francia dopo il Sessantotto di Xavier Vigna pubblicato su Italia Contemporanea n. 278 , agosto 2015

In Francia, gli scioperi della primavera del 1968 inaugurarono una lunga offensiva, principalmente condotta dagli operai comuni, che contribuì a migliorare le condizioni materiali dei lavoratori. Il mondo operaio tuttavia non ottenne analoghi risultati sul piano giuridico e delle tutele e rimase assoggettato alle decisioni imprenditoriali: la destra al potere preservò la quasi totalità delle prerogative padronali, per cui la nozione di democrazia industriale non penetrò nelle imprese e le posizioni operaie restarono straordinariamente fragili. Quando nel 1982 il governo socialista intese consolidare i diritti dei lavoratori dipendenti con le leggi Auroux (su libertà nell’impresa, istituti rappresentativi del personale, contrattazione collettiva, ecc.), l’impostazione ideologica e la sensibilità politica si erano ormai radicalmente modificate: il padronato poté così condurre la sua controffensiva liberale, mentre il mondo operaio nell’industria tentava soprattutto e spesso invano di salvare i posti di lavoro.

L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Al di là del maggio. Combattivo ma fragile: il mondo operaio in Francia dopo il Sessantotto


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