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Abstracts della rivista

Abstract del numero 287, agosto 2018
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  • Paola Stelliferi "Una originaria, irriducibile asimmetria". Il rapporto della nuova sinistra con i femminismi in Italia (1972-1976) pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: Una delle principali caratteristiche del femminismo italiano degli anni Settanta è stata quella di essere stato un fenomeno politico, oltre che culturale e sociale, e di aver avuto un legame particolarmente stretto e dialettico con la cultura politica della sinistra e la tradizione del movimento operaio. L’autrice indaga questo legame focalizzandosi sulla reazione dei gruppi della nuova sinistra (Avanguardia operaia, Lotta continua, Manifesto, Potere operaio) tra il 1972 e il 1976, mettendo in luce punti di incontro e, soprattutto, divergenze, con lo scopo di fare un bilancio degli effetti delle teorie e delle pratiche femministe sul contesto sociale, culturale e politico.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – "Una originaria, irriducibile asimmetria". Il rapporto della nuova sinistra con i femminismi in Italia (1972-1976)


  • Lorenzo De Sabbata "Non c’è femminismo che tenga". Rappresentazioni di genere nelle autobiografie della lotta armata italiana pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: L’obiettivo di questo articolo è di analizzare le rappresentazioni di genere veicolate da una serie di narrazioni autobiografiche prodotte da ex militanti di organizzazioni armate italiane attive durante gli "anni di piombo". Una particolare attenzione sarà riservata al ruolo giocato dai riferimenti al femminismo per come emergono dalla proposta identitaria autobiografica degli autori e per come influiscono nella ridefinizione relazionale delle loro rappresentazioni di genere sulla scena pubblica. Come si vedrà, nelle loro scritture le militanti affrontano esplicitamente queste tematiche integrandole attivamente nelle immagini di sé che propongono ai lettori, contrariamenti a quanto fanno gli autori uomini. Attraverso un’analisi biografica, l’articolo mostrerà l’utilizzo e l’impatto di queste costruzioni culturali di genere nel processo di "memorializzazione" pubblica del fenomeno armato di estrema sinistra in Italia.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – "Non c’è femminismo che tenga". Rappresentazioni di genere nelle autobiografie della lotta armata italiana


  • Stefania Voli "Il parlamento può fare tutto, tranne che trasformare una donna in uomo e un uomo in una donna". (Trans)sessualità, genere e politica nel dibattito parlamentare sulla legge 164/1982 pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: Nell’articolo l’autrice intende ricostruire l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione della legge 164/1982 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso). Ripercorrere le tappe che hanno caratterizzato il dibattito sul "cambiamento di sesso" tra il 1979 e il 1982 offre un’inedita prospettiva di analisi sul rapporto tra la categoria di genere e le principali culture politiche - istituzionali e di movimento - presenti tra gli anni Settanta e Ottanta. In particolare, si è posta l’attenzione sulle modalità con cui il Movimento transessuale italiano (Mit) ha intrecciato un dialogo con alcuni dei soggetti protagonisti sulla scena politica del periodo, traducendo le proprie istanze sul piano istituzionale, fino ad arrivare ad imporle all’attenzione del Parlamento. Si pensa in particolare al Partito radicale, che si fece promotore della legge in Parlamento, ma anche al Partito comunista. Da tale prospettiva l’autrice ha infine voluto analizzare il contesto nel quale si è resa possibile l’approvazione della 164/1982, disegnandone i confini e le ricadute sul piano tanto individuale quanto collettivo.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – "Il parlamento può fare tutto, tranne che trasformare una donna in uomo e un uomo in una donna". (Trans)sessualità, genere e politica nel dibattito parlamentare sulla legge 164/1982


  • Chiara Fantozzi Tornare all’ordine. Giustizia militare, pubblica sicurezza e repressione della criminalità nella Livorno alleata pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: Tra il 1944 e il 1947 Livorno fu la capitale logistica delle operazioni militari angloamericane nel teatro Mediterraneo. Ciò ebbe implicazioni importanti sulle condizioni dell’ordine pubblico, favorendo un ripopolamento incontrollato della città nonché lo sviluppo di reati come il furto, il mercato nero e la prostituzione clandestina. Le corti alleate con giurisdizione sui civili rimasero in carica per un periodo esteso (fino al 31 dicembre 1945). Forme di giustizia sommaria furono messe in atto dalle forze di pubblica sicurezza angloamericane. Allo stesso tempo, le guide politiche e le forze dell’ordine italiane favorirono il potenziamento di provvedimenti eccezionali di polizia. Tra i principali obiettivi delle autorità locali e angloamericane vi fu l’allontanamento degli indesiderabili - essenzialmente inoccupati, sospetti contrabbandieri e prostitute - con un agile ricorso al foglio di via. In definitiva, la punizione di certi reati comuni attraverso vie amministrative e giudiziarie divenne uno dei mezzi più importanti per la costruzione dell’identità democratica post-fascista.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Tornare all’ordine. Giustizia militare, pubblica sicurezza e repressione della criminalità nella Livorno alleata


  • Enrico Landoni Elio Quercioli: un comunista di rito ambrosiano. Politica, amministrazione e relazioni internazionali nella Milano del secondo dopoguerra pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: Ignorato dalla storiografia, Quercioli è stato un comunista al contempo ortodosso e critico, tradizionalista e modernizzatore, legato agli assetti organizzativi e di potere di Botteghe Oscure, ma orgogliosamente ambrosiano: per origini, cultura, coscienza, spirito e modus operandi. Ed è proprio la complessità del personaggio, sullo sfondo anche delle relazioni da lui intessute con il console americano a Milano, Thomas Fina, e nel quadro delle dinamiche politiche nazionali e della dialettica Milano-Roma sul compromesso storico, a rappresentare il fondamentale oggetto di questo articolo. Di fronte all’esigenza di un nuovo apporto euristico, il presente lavoro di ricerca aspira a fornire un valido contributo, ripercorrendo tempi, motivi e scopi dell’indefesso impegno politico profuso da Quercioli, a cavallo fra anni cinquanta e novanta: dalle polemiche con la vecchia classe dirigente albergantiana alle battaglie degli ultimi tempi in difesa del primato della politica, passando attraverso la trentennale attività svolta a Palazzo Marino e i continui rapporti con gli amici americani.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Elio Quercioli: un comunista di rito ambrosiano. Politica, amministrazione e relazioni internazionali nella Milano del secondo dopoguerra


  • Alberto De Bernardi Psichiatria e potere nel fascismo italiano pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: Il controllo sociale capillare e pervasivo messo in atto dal fascismo, rappresentò un salto di qualità nei processi di normalizzazione degli individui, rispetto a ogni regime politico ottocentesco. L’articolo discute come in questa nuova ottica cambiarono le finalità che il regime assegnò al manicomio e alla psichiatria, nel momento furono integrati pienamente nella macchina del controllo sociale totalitario, la quale si servì di entrambi per squalificare la legittimità di ogni opposizione politica, come parte della guerra totale per la conquista della società attuata dal regime. In questo modo, l’opposizione politica divenne parte integrante della lotta contro la degenerazione della razza, che negli anni Trenta costituì il maggior terreno di incontro tra psichiatria, criminologia e eugenetica, facendo delle forme di biopolitica del fascismo un’altra componente integrante del controllo sociale attuato dal regime.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Psichiatria e potere nel fascismo italiano


  • Cinzia Crivellari, Roberta Bravin, Massimo Baldo I giovani e la storia: un’indagine tra gli studenti delle scuole superiori del Veneto pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: La ricerca affronta i risultati di un’indagine condotta negli anni 2013-2016 tra un campione di circa mille studenti delle scuole superiori del Veneto sul rapporto tra le giovani generazioni e la storia. Dai questionari somministrati emerge un panorama variegato e a volte contradditorio circa lo studio della disciplina scolastica, la curiosità per il passato e la sua utilità nella vita.

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – I giovani e la storia: un’indagine tra gli studenti delle scuole superiori del Veneto


  • Manoela Patti Camorra e "Mafie di mezzo" in alcuni recenti contributi delle scienze sociali pubblicato sul numero 287 di Italia contemporanea, agosto 2018 Abstract: La nota prende in esame il recente contributo delle scienze sociali al dibattito sulla genesi e sull’espansione delle mafie al di fuori delle aree "tradizionali". L’articolo si concentra in particolare su due studi editi nel 2017 da Donzelli, e che hanno per tema rispettivamente l’origine e lo sviluppo dei clan di camorra e l’espansione e il radicamento delle mafie nel Lazio: I clan di camorra. Genesi e storia, Roma, Donzelli, 2017, di Luciano Brancaccio, e il saggio di Vittorio Martone, Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio, Roma, Donzelli, 2017. Entrambi i volumi prendono le mosse da interessanti casi di studio, riferibili ad un arco cronologico ampio che giunge sino all’inchiesta su "Mafia Capitale" (Martone).

    L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Camorra e "Mafie di mezzo" in alcuni recenti contributi delle scienze sociali




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