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Interpreti e usi pubblici del folklorismo. Uno sguardo storiografico di Marco Fincardi pubblicato su Italia Contemporanea n. 311 , agosto 2026

Il lavoro di molti folkloristi italiani tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo ha spesso avuto una impostazione in stretta sintonia col nazionalismo. Inoltre, durante il regime fascista la visibilità di quel lavoro e le stesse carriere dei folkloristi appaiono commisurate alla funzionalità delle loro analisi all’elaborazione ideologica del fascismo e alla sua produzione di stereotipi sulle culture popolari regionali e nazionale. Eppure, solo di recente in Italia le discipline antropologiche hanno iniziato a riconoscere la faziosità di molti degli studi demologici nazionali fino alla Seconda guerra mondiale. Un ruolo di punta nell’evidenziare tale faziosità ha avuto lo storico Stefano Cavazza, che ha approfondito quali caratteristiche abbia assunto la demologia italiana in epoca fascista. A supporto delle proprie analisi, Cavazza ha saputo comparare la folkloristica italiana con quella tedesca nel variare di regimi tra la metà del XIX secolo e la fine del XX.

L’articolo è disponibile alla pagina: Franco Angeli Edizioni – Interpreti e usi pubblici del folklorismo. Uno sguardo storiografico


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