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Call for paper “Gli antifascismi dal 1989 a oggi”

Giu 12, 2024 | Comunicati, In evidenza, Ricerca

GLI ANTIFASCISMI DAL 1989 A OGGI. 
ATTORI, SIGNIFICATI, PRATICHE E CIRCOLAZIONI

Call for papers

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Modalità di partecipazione

Le proposte devono avere una lunghezza massima di 500 parole e possono essere scritte in italiano, francese o inglese. Devono essere corredate di una short bio di 150 parole al massimo. Vanno inviate entro il 15 settembre 2024 a antifascismconference2025@gmail.com.

La comunicazione agli autori sulla selezione delle proposte sarà fatta entro la fine di ottobre 2024.

Le spese di viaggio saranno a carico dei partecipanti/speakers. L’alloggio e il vitto a carico dell’organizzazione del convegno.

Nato in Italia nei primi anni Venti del Novecento per contrastare l’ascesa del Fascismo, l’antifascismo è diventato presto un fenomeno globale, seguendo le rotte dell’emigrazione politica nel mondo e le traiettorie, autonome e distinte, della circolazione internazionale delle idee. In entrambi i casi, le originarie culture politiche italiane, che avevano composto il campo unitario dell’antifascismo superando fratture e divergenze, si sono ri-declinate. Esse hanno viaggiato e si sono adattate nello spazio e nel tempo (Garcia 2016; Brasken, Copsey, Featherstone 2020; Camurri 2024).

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’antifascismo è stato uno degli architravi su cui si è fondato l’ordine politico e simbolico europeo sia a Est della “cortina di ferro” – dove ha assunto la forma di una sorta di religione di stato – sia a Ovest (De Bernardi, Ferrari 2004). Qui ha influito variamente sulla nascita della democrazia di massa a seconda della presenza e della forza di un movimento resistenziale, senza escludere i casi della Spagna e del Portogallo con un timing differente (De Felice 1997; Gallerano 1993, 1999).

Nei decenni successivi, gli antifascismi hanno avuto una vita proteiforme, irriducibile, esclusivamente, alla memoria, che, pure, ha ricoperto un ruolo di estrema importanza: politiche della memoria, memorie collettive. Gli antifascismi si sono incontrati con nuove domande, culture, lessici, repertori di azioni e nuovi attori sociali, che, appropriandosi di quella tradizione, hanno dischiuso nuovi orizzonti di senso. Si pensi – solo per fare un esempio – al Black Panther Party e all’impasto di temi rilavorati insieme, tra cui: antifascismo, antirazzismo, abolizionismo, socialismo, femminismo, problematiche generazionali, questioni in tensione tra decolonizzazione storica e aperture postcoloniali (Mullen, Vials 2020).

La caduta del “socialismo reale” tra il 1989 e il 1991 ha contribuito vigorosamente all’erosione dell’antifascismo su scala internazionale. Nell’Unione Europea l’anticomunismo, l’antitotalitarismo e la memoria della Shoah hanno progressivamente offuscato l’antifascismo come fondamento simbolico. Il luogo genetico dell’antifascismo, l’Italia, è probabilmente il paese dove la crisi è stata più profonda (Luzzatto 2004). Sul piano interno, la fine dei partiti che avevano scritto la Costituzione e la nascita di partiti post-costituzionali, come Lega Nord, Forza Italia, il Movimento 5 stelle o Alleanza Nazionale ha indebolito il legame tra l’antifascismo e il campo politico repubblicano. In particolare, lo scioglimento del Partito comunista italiano (Pci) ha avuto un peso incalcolabile sullo sfarinamento dell’antifascismo nelle istituzioni locali, in quelle nazionali e in una parte della società che in esso si riconosceva. Il più grande partito comunista del mondo occidentale, infatti, aveva fondato la sua legittimità nel dopoguerra proprio sulla lotta al Fascismo ed era stato perciò uno dei più saldi vettori di trasmissione di quella tradizione politica. Sul piano internazionale, l’implosione dell’Urss e l’accelerazione della globalizzazione neoliberista hanno creato le condizioni per l’affermazione di un’estesa egemonia neoliberale capace di prosciugare il terreno di coltura di qualsiasi progetto di trasformazione. E l’antifascismo, oltre a un patto simbolico e costituzionale, era stato anche un progetto – positivo – di allargamento delle maglie della democrazia (De Luna, Revelli 1995: Rapini 2007, 2024). La globalizzazione, infine, ha riversato sull’Italia problemi inediti, come l’incremento dell’immigrazione, l’inadeguatezza della legislazione sulla cittadinanza, la crisi ambientale, oppure ne ha riacutizzato di antichi, come il razzismo. Di fronte ad essi, le culture antifasciste hanno faticato a trovare risposte efficaci.

Mentre il periodo che corre dalle origini dell’antifascismo sino al 1989 – specie la fase anteriore al 1945 (Droz 2001) – è stato oggetto di una letteratura internazionale consistente e non riassumibile in poche righe, la crisi dell’antifascismo nel periodo successivo si è riverberata negli studi che sono diventati sempre più rarefatti (Vergnon 2009; Garcia, Yusta, Tabet, Climaco 2016; Bray 2017; Bresciani 2017). Solo recentemente si segnala una ripresa di interesse (Chiantera-Stutte, Pagano 2023; Pirjevec, Pelikan, Ramet 2023; Fulvetti, Ventura, 2024). Ciononostante, le conoscenze sulle trasformazioni degli antifascismi dal 1989 a oggi restano scarse oppure confinate al campo della memoria pubblica (Focardi, Groppo 2013; Focardi 2020; Palheta, Roueff 2020; Bantigny, Palheta 2021; Hofstra 2022; Palheta Jones, Piotrowski, Schuhmacher 2024).

Il convegno intende pertanto porre al centro della riflessione proprio gli ultimi 35 anni con l’obiettivo di rispondere alle seguenti domande: Quali forme, significati e pratiche ha assunto l’antifascismo in Italia e nel mondo? Quali attori si sono richiamati alla sua tradizione generatrice? Quale orizzonte di senso è capace di dischiudere nel presente? Esistono dei semi per pensare un antifascismo a venire e dove cercarli?

Approccio e assi tematici

Il convegno ha un approccio interdisciplinare. Si rivolge a studiose e studiosi di tutte le scienze umane e sociali tra cui, in particolare: storia, sociologia, antropologia, scienza politica, diritto, filosofia politica, letteratura, pedagogia, linguistica, studi delle arti e dei media. Il convegno, inoltre, ha un approccio multiscalare: sollecita analisi “micro”, biografie, casi di studio nazionali, macro-comparazioni internazionali e prospettive transnazionali.

Si invitano proposte che affrontino uno o più dei seguenti assi tematici.

  • Il campo politico-istituzionale
    Il primo asse accoglie proposte sul rapporto tra l’antifascismo e le istituzioni internazionali (UE, ONU, ILO ecc.), nazionali e/o locali, guardando – non esclusivamente – a regolamenti e normative, ai partiti politici, alle politiche della memoria pubblica, alla simbologia politica, alla toponomastica, alla significazione dello spazio urbano e all’uso politico della storia e della memoria da parte di partiti e istituzioni.
  • Attori e pratiche antifasciste
    Il secondo asse tematico si concentra sugli attori sociali – individuali e collettivi – che, negli ultimi 35 anni, hanno rivendicato la tradizione dell’antifascismo, rideclinandone il significato attraverso pratiche concrete: associazioni studentesche, gruppi e movimenti antirazzisti, pacifisti, femministi, ambientalisti, di immigrati, di insegnanti, di lavoratori e lavoratrici, scuole ed esperienze educative.
  • Culture e controculture
    Il terzo asse riguarda la cultura nelle sue molteplici declinazioni tra cui distinguere almeno le rappresentazioni e i linguaggi (antifasciste/dell’antifascismo), da una parte, e gli stili di vita, dall’altra: la musica, il cinema, il teatro, la letteratura, le serie televisive, le opere d’arte figurative, i fumetti, i manifesti e la grafica, la street art, lo “stile” delle subculture (Hebdige 1979), le tifoserie sportive.
  • Antifascismo globale
    L’ultimo asse non focalizza un oggetto specifico, ma una prospettiva: l’antifascismo come fenomeno globale e transnazionale. Esso intende documentare, ad esempio, in quali condizioni sociali e politiche, in quale modo, grazie a quali reti o attori, i libri, le parole, i simboli, le teorie, le pratiche, le memorie, i miti hanno viaggiato e viaggiano nel tempo e nello spazio (Bourdieu 2002).
Modalità di presentazione della proposta

Le proposte devono avere una lunghezza massima di 500 parole e possono essere scritte in italiano, francese o inglese. Devono essere corredate di una short bio di 150 parole al massimo. Vanno inviate entro il 15 settembre 2024 a antifascismconference2025@gmail.com. La comunicazione agli autori sulla selezione delle proposte sarà fatta entro la fine di ottobre 2024.
Le spese di viaggio saranno a carico dei partecipanti/speakers. L’alloggio e il vitto a carico dell’organizzazione del convegno.

Lingue del convegno
Italiano, francese, inglese

Luogo del convegno

Il convegno si terrà a Reggio Emilia nella storica “casa Cervi”, sede dell’Istituto “Alcide Cervi” dal 28 al 30 aprile del 2025 in occasione dell’ottantesimo Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Organizzatori

Istituto “Alcide Cervi”, Università di Modena e Reggio Emilia, Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”

Comitato scientifico

Mirco Carrattieri, Università di Bergamo/Liberation Route Europe
Donatella Della Porta, Scuola Normale Superiore, Firenze
Greta Fedele, Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Filippo Focardi, Università di Padova/Direttore scientifico Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”
Silvana Patriarca, Fordham University, New York
Andrea Rapini, Università di Modena e Reggio Emilia
Toni Rovatti, Università di Bologna
Mirco Zanoni, Istituto “Alcide Cervi”

 Bibliografia 
  • Bantigny L., Palheta U., Face à la menace fasciste, Textuel, Paris, 2021.
  • Bourdieu P., “Les conditions sociales de la circulation internationale des idées”, Actes de la recherche en sciences sociales, n. 145, 2002, pp. 3-8.
  • Brasken K., Copsey N., Featherstone D., a cura di, Anti-fascism in a Global Perspective: Transnational Networks, Exile Communities, and Radical Internationalism, Routledge, London-New York, 2020.
  • Bray M., Antifa: The Anti-Fascist Handbook, Melville House, New York, 2017.
  • Bresciani M., Quale antifascismo? Storia di Giustizia e Libertà, Carocci, 2017.
  • Camurri R., “Crossing Borders: esilio e antifascismo”, in G. Fulvetti, A. Ventura, a cura di, Antifasciste e antifascisti. Storie, culture politiche e memorie dal fascismo alla Repubblica, Viella, Roma, 2024, pp. 41-61. Chiantera-Stutte P., Pagano, a cura di, La forza della libertà. L’antifascismo dall’Aventino alla Seconda guerra mondiale, M. Pacini, Pisa, 2023.
  • De Bernardi A., Ferrari P., Antifascismo e identità europea, Carocci, Roma, 2004.
  • De Felice F., a cura di, “Antifascismi e Resistenze”, Annali della Fondazione Istituto Gramsci, VI, La Nuova Italia scientifica, Roma, 1997.
  • De Luna G., Revelli M., Fascismo/antifascismo. Le idee, le identità, La Nuova Italia, Firenze, 1995.
  • Focardi F., Groppo B., a cura di, L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989, Viella, Roma, 2013.
  • Droz J., Histoire de l’antifascisme en Europe (1923-1939), La Découverte, Paris, 2001 (1985).
  • Focardi F., Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe, Viella, Roma, 2020.
  • Gallerano N., “La memoria pubblica del fascismo e dell’antifascismo”, in G. Calchi Novati, a cura di, Politiche della memoria, Manifestolibri, Roma, 1993, pp. 7-20.
  • Gallerano N., a cura di, La resistenza tra storia e memoria, Ed. Mursia, Milano, 1999.
  • García H., “Transnational History: A New Paradigm for Anti-Fascist Studies?”, Contemporary European History, n. 4, 2016, pp. 563-572.
  • García H., Yusta M., Tabet X., Clímaco C., a cura di, Rethinking Antifascism: History, Memory and Politics, 1922 to the Present, Berghahn Books New York, 2016.
  • Hebdige D., Subculture: The Meaning of Style, Routledge, London 1979.
  • Hofstra, Anti-Fascism in the 21st Century, Conference in New York, 2-3 November, 2022.
  • Jones A., Piotrowski G., Schuhmacher N., a cura di, “Antifascism from Below”, Partecipazione e conflitto, n. 1, 2024.
  • Mullen B. V., Vials C., a cura di, The US Antifascism Reader, Verso, London-New York, 2020. Palheta U., Roueff O., a cura di, “Pratiques de l’antifascisme, France 2020. Table ronde AFA-PB, la Horde, Jeune Garde Lyon”, Mouvements, n. 4, 2020, pp. 147-166.
  • Pirjevec J., Pelikan E., Ramet S. P., a cura di, Anti-fascism in European history : from the 1920s to today, Central European University Press, Budapest, 2023.
  • Rapini A., “Antifascist Movements in Republican Italy 1945-2018”, in A. Gagliardi, M. Pasetti, a cura di, “Fascism in the Public Sphere of Post-Fascist Italy”, Journal of Modern Italian Studies, vol. 29, n. 3, 2024, pp. 1-16.
  • Rapini A., Antifascismo e cittadinanza. Giovani, identità e memoria nell’Italia repubblicana, Bononia University Press, 2007.
  • Vergnon G., L’antifascisme en France. De Mussolini à Le Pen, Presses universitaires de Rennes, Rennes, 2009.

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