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“Nessuna di noi ritornerà”. Donne e deportazione nei campi nazisti

Martedì 28 gennaio prossimo, ore21.00
Sala Granata presso la Biblioteca Comunale Laudense di Lodi, in via Solferino 72

“Nessuna di noi ritornerà”. Donne e deportazione nei campi nazisti

La lingua italiana declina al maschile (detto ‘inclusivo’, in realtà fagocitante) e le donne scompaiono: risulta perciò spesso impossibile determinarne la presenza, o l’assenza.

Nella deportazione e nello sterminio le donne sono presenti al pari degli uomini: appartenenti alla cosiddetta razza ebraica, oppositrici politiche e resistenti, madri e figlie rom, Testimoni di Geova, giovani e anziane con disabilità. Non vi sono donne, e non potrebbe essere altrimenti, tra i prigionieri di guerra sovietici (le partigiane slave venivano impiccate subito, non caricate a forza sui convogli per la Germania) e, ovviamente, tra gli IMI, gli internati militari italiani.

La città di Lodi sceglie di dedicare il Giorno della Memoria 2025 alle donne deportate, per iniziativa di Comune di Lodi, Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Ilsreco), Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned), Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) Comitato provinciale di Lodi, Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) Diocesi di Lodi, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi.

A parlare di deportazione femminile sarà Elisabetta Ruffini, protagonista dell’evento “Nessuna di noi ritornerà”. Donne e deportazione nei campi nazisti, che si terrà martedì 28 gennaio prossimo, alle 21.00, nella sala Granata presso la Biblioteca Comunale Laudense di Lodi, in via Solferino 72. Ruffini è direttrice scientifica dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Bergamo, esperta di storia delle donne, studiosa dell’opera dell’intellettuale e resistente francese Charlotte Delbo, che sopravvisse ad Auschwitz-Birkenau e fu autrice del memoir Nessuno di noi ritornerà, al quale il titolo dell’iniziativa lodigiana esplicitamente si riferisce. A introdurre la studiosa sarà Laura Tagliaferri, vicesindaca della città di Lodi, a conversare con lei Laura Coci, presidente Ilsreco.

Saranno inoltre presenti Ivano Mariconti (Aned), Angela Fasoli (Anpi), Luigi Galmozzi (Meic).

Esiste una specificità della deportazione femminile? Sì, esiste e – come scrive la storica Alessandra Chiappano – «non può essere costretta entro uno schema né rigidamente biologico né rigidamente sociologico. Occorre piuttosto tenere conto di entrambi gli aspetti ed in ultimo cercare soprattutto di ascoltare con umana simpatia non solo quello che le donne deportate hanno detto, scritto e dichiarato, ma soprattutto quello che non hanno voluto né potuto dire».

Per la sua valenza storica, l’evento rappresenta un’opportunità formativa per le e i docenti che vi prenderanno parte, ai quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.