Sport, sportivi e Giochi Olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)
15 NOVEMBRE 2025 – 1 FEBBRAIO 2026
CAMPO DI FOSSOLI, BARACCA RESTAURATA
Sport, sportivi e Giochi Olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)
Inaugurazione mostra 15 novembre 2025 ore 10
Interventi di:
Manuela Ghizzoni, presidente Fondazione Fossoli
Giuliano Albarani, assessore Scuola, Cultura e Memoria del Comune di Carpi
Gianluca Gabrielli, storico e co-curatore della mostra
ORARI DI APERTURA
Ingresso libero e gratuito
Novembre: venerdì, sabato e domenica ore 9-12; 14-17
Dicembre e gennaio: domenica e festivi ore 10-15
Aperture speciali: venerdì 26 e sabato 27 dicembre ore 10-15; martedì 27 gennaio ore 10-15
25 dicembre e 1 gennaio chiuso
VISITE GUIDATE PER SCUOLE E GRUPPI
Su prenotazione, in ogni giorno e orario
Info e prenotazioni: tel. 059 688483 | info@fondazionefossoli.it
La mostra approfondisce il complesso rapporto tra sport e dittatura la mostra ‘Sport, sportivi e Giochi Olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)’ – realizzata dal Mémorial de la Shoah di Parigi e promossa dalla Fondazione Fossoli con il patrocinio del Comune di Carpi – che sarà visitabile dal 15 novembre 2025 al 1° febbraio 2026 presso la baracca restaurata del Campo di Fossoli.
Il periodo che va dalle Olimpiadi di Berlino (1936) a quelle di Londra (1948) coincide con un’inedita politicizzazione dello sport. Il regime nazista e quello fascista hanno esaltato il corpo degli atleti, incentivando la pratica sportiva per promuovere il mito dell’uomo nuovo a sostegno di ideologie razziste e utilizzando lo sport come strumento di inquadramento delle popolazioni, di propaganda e di arma diplomatica. Tuttavia, anche in questo tragico periodo, lo sport è stato per numerosi atleti espressione di resistenza e di disobbedienza.
La mostra, realizzata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, propone un’inedita lettura del XX secolo proprio attraverso le diverse declinazioni dello sport sotto questi regimi, concentrandosi essenzialmente sull’epurazione e arianizzazione della società tedesca nella Germania nazista che non tralascia nessun ambito sportivo. La carriera di numerosi sportivi, per la maggior parte ebrei, verrà spezzata dall’ascesa del nazismo. Molti subiranno la deportazione e la morte nei Lager, o pagheranno duramente la propria dissidenza rispetto al regime hitleriano. Un’ampia sezione tematica integra il percorso con un approfondimento sull’Italia fascista. Al di là della diversità della politica sportiva attuata da Hitler e da Mussolini, in entrambi i casi lo sport fu contrassegnato da misure di esclusione e di persecuzione nei confronti degli atleti e sportivi “non ariani”, in primo luogo ebrei.
L’esposizione della mostra presso il Campo di Fossoli completa il progetto “Inseguendo la libertà” che ha visto l’atleta carpigiano Michele Iacomino affrontare, tra l’1 e l’11 ottobre 2025, un viaggio in bicicletta da Auschwitz-Birkenau al Campo di Fossoli, per riflettere sul destino degli sportivi perseguitati.
E a partire dall’esposizione al Campo, gli studenti di ogni ordine scolastico sono stati coinvolti in un progetto didattico ideato dallo studio Pro Forma Memoria in collaborazione con lo storico Gianluca Gabrielli e con Daniele Raosa, docente dell’IIS “A. Meucci” di Carpi.
La mostra sarà quindi arricchita dagli elaborati degli studenti delle scuole: storie a fumetti sulle biografie di atleti deportati realizzate dagli alunni della primaria, podcast biografici creati dagli studenti della secondaria di primo grado accessibili tramite QR Code e le visite guidate condotte dai ragazzi degli istituti superiori formati come peer guides.
Iniziativa realizzata da Fondazione Fossoli con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura, Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali